Micro, Piccole e Medie Imprese

 

 

1.MERCATI ESTERI     

Descrizione della misura         

L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese, con particolare attenzione alle Micro, Piccole e Medi Imprese, per supportare investimenti nei mercati internazionali, con riferimento a:

–l’apertura di nuove strutture commerciali in Paesi esteri dove l’azienda non è già presente;

-il rafforzamento o la sostituzione di strutture preesistenti.

Fino al 31 dicembre 2025, per chi richiede finanziamenti destinati  a programmi di espansione in un Paese africano, sono previste condizioni agevolate e l’inclusione di nuove spese finanziabili, quali la formazione professionale del personale locale (sia in loco che in Italia), nonchè costi connessi come viaggi, ingressi e soggiorni in Italia per il personale africano

Caratteristiche del finanziamento

Il finanziamento ha una durata di 6 anni, di cui i primi 2 di preammortamento, con un tasso di interesse agevolato annuo dello 0,371%.

L’importo massimo finanziabile che può essere richiesto è pari al minore tra:

-il 35% del fatturato medio degli ultimi due bilanci (voce A1 del conto economico);

-500.000 euro per Micro Imprese;

-2,5 milioni di euro per PMI e start-up/PMI innovative;

-3,5 milioni di euro per le altre imprese.

L‘importo minimo finanziabile è 10 mila euro.

La quota a fondo perduto è fino al 10% dell’intervento agevolativo richiesto, con un massimo di 100 mila euro.

Il cofinanziamento a fondo perduto è fino al 10%, esteso anche a progetti con focus Africa, con possibilità di aumento al 20% (fino a 200 mila euro) per imprese con sede operativa nel Sud Italia.

Esonero garanzie: per progetti localizzati in Africa è possibile richiedere l'esenzione dalla prestazione delle garanzie.

Beneficiari   

Possono accedere al finanziamento tutte le imprese con almeno due bilanci depositati (o dichiarazione dei redditi). Sono escluse le aziende con Scoring 11 e 12.

Tipologia di agevolazione

Il finanziamento è concesso a un tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE (0,464% al 14/07/2023).

L’importo massimo richiedibile è il minore tra:

-il 35% del fatturato medio degli ultimi due bilanci;

-gli importi stabiliti dalla seguente tabella:

  • Micro Impresa: 500.000 euro
  • PMI e PMI innovative: 2.500.000 euro
  • Altre imprese: 3.500.000 euro.

Il finanziamento ha una durata complessiva di 6 anni, suddivisa in:

–preammortamento: 2 anni

–rimborso: 4 anni.

Le garanzie richieste variano in base alla classe di Scoring dell’impresa (senza obbligo di garanzia per le aziende con Scoring 1 e 2).

L’erogazione avviene in tre tranche: 25% anticipo, 25% acconto, saldo finale.

Contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto, fino al 10% e con un massimo di 100 mila euro, è concesso a:

–PMI e Micro Imprese con sede operativa nel Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), costituite da almeno sei mesi;

–MPMI (Micro, Piccole e Medie Imprese) con certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);

-PMI e Micro Imprese giovanili, costituite per almeno 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni o, per le società di capitali, con quote di proprietà per almeno il 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni);

-MPMI femminili, costituite per almeno il 60% da donne o, per le società di capitali, con il 60% delle quote detenute da donne;

–PMI e Micro Imprese con fatturato export almeno pari al 20% del totale, secondo le dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi;

–PMI innovative, registrate presso la sezione speciale della Camera di Commercio;

–Imprese non PMI con certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000), a condizione che dimostrino:

  • adozione di una Sustainable Procurement Policy (SPP) con principi ESG;
  • adesione di almeno 5 fornitori con contratti attivi da almeno 12 mesi a principi ESG contenuti nel SPP;
  • implementazione della Policy e strumenti di monitoraggio della conformità ESG.

Interventi finanziabili

L’intervento agevolativo finanzia programmi di inserimento nei mercati esteri, attraverso:

1.apertura di una nuova struttura (negozio) in un Paese estero dove l’azienda non è già presente;

2.apertura di nuove strutture di diversa tipologia (corner, showroom, ufficio), escludendo i negozi, in un Paese estero senza presenze attuali;

3.potenziamento di strutture preesistenti (diversi dai negozi), tramite:

-sostituzione con una struttura più grande della stessa tipologia;

-aggiunta di una nuova struttura di diversa tipologia;

-ampliamento della struttura attuale;

-assunzione di personale aggiuntivo con mansioni non legate alla vendita.

Il programma deve riguardare prevalentemente beni e/o servizi italiani o a marchio registrato italiano.

Spese ammissibili

Per poter beneficiare del finanziamento, almeno il 50% delle risorse deve essere destinato a spese di investimento per la struttura. Queste includono:

–affitto o acquisto di locali destinati all’attività all’estero;

–interventi di ristrutturazione e investimenti iniziali necessari per avviare la nuova sede.

Inoltre, sono previste anche spese per il personale, ma solo se non si tratta di un negozio. In particolare, rientrano tra le spese ammissibili:

–retribuzioni per personale assunto all’estero, purchè impiegato in attività non direttamente legate alla vendita;

–viaggi del personale, con lo scopo di gestire e sviluppare il progetto di internazionalizzazione.

Fino al 50% dell’importo finanziato può invece essere impiegato per spese di supporto. Tra queste rientrano:

–formazione del personale, utile a migliorare le competenze necessarie per operare nel nuovo mercato (non valida per i negozi);

–consulenze specialistiche, fondamentali per la realizzazione del progetto, ma con un limite del 10% delle spese totali ammesse;

–attività promozionali, come campagne marketing e pubblicità, per introdurre un nuovo prodotto o rafforzare la presenza del marchio;

–consulenze per la gestione della richiesta di finanziamento, con un tetto massimo del 5% dell’importo approvato e comunque non superiore a 100 mila euro. Per essere riconosciute, queste spese devono essere documentate attraverso un contratto e una dichiarazione di indipendenza del consulente;

–consulenze professionali per la conformità ambientale, necessarie per garantire il rispetto delle normative vigenti in materia.

Tutte le spese devono essere fatturate e pagate secondo le modalità previste e devono riferirsi ad attività svolte nel periodo di realizzazione del progetto. Inoltre, i beni e servizi distribuiti devono essere prodotti in Italia o avere un marchio italiano registrato.