INCENTIVO NAZIONALE: RIAPERTURA BANDO ISI INAIL PER INVESTIMENTI IN SICUREZZA
Con il nuovo bando l’Inail mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza 600 milioni di euro di incentivi a fondo perduto, ripartiti su base regionale ed assegnati fino a esaurimento delle risorse secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
I fondi messi a disposizione attraverso il bando ISI INAIL 2025 sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati:
- progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (di cui all’allegato 1.1) – Asse di finanziamento 1;
- progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (di cui all’allegato 1.2) – Asse di finanziamento 1;
- progetti per la riduzione dei rischi infortunistici (di cui all’allegato 2) – Asse di finanziamento 2;
- progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (di cui all’allegato 3) – Asse di finanziamento 3;
- progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (di cui all’allegato 4) – Asse di finanziamento 4;
- progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (di cui all’allegato 5) – Asse di finanziamento 5.
Inoltre, da quest’anno, per gli Assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, le imprese hanno la facoltà di affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, selezionabile tra quelli espressamente previsti.
Il contributo è previsto nella misura del 65% delle spese ammissibili fino ad un massimo di € 130.000, mentre le date per la presentazione delle domande si aprono il 13 aprile 2026 e chiudono il 28 maggio 2026.
Voucher MIMIT:150 milioni per la resilienza digitale di PMI e professionisti
La trasformazione digitale delle imprese italiane è un percorso ormai consolidato in cui il cloud non rappresenta più una semplice scelta tecnologica ma il vero motore dell’efficienza e dell’innovazione. In questo contesto, misure come il fondo da 150 milioni di euro recentemente stanziato dal MIMIT per il Cloud Computing e la Cybersecurity offrono un utile supporto per le aziende che intendono ammodernare i propri asset. Per i responsabili IT, si tratta di un’occasione per riflettere su come evolvere l’infrastruttura, bilanciando le opportunità di crescita con la necessità di mantenere sicurezza, controllo e continuità operativa.
In un’epoca in cui la continuità operativa e la protezione del dato sono asset vitali, l’investimento in infrastrutture sicure e scalabili non è più opzionale. Per le Piccole e Medie Imprese (PMI) e per i liberi professionisti, questo bando rappresenta l’occasione per colmare il gap tecnologico e dotarsi di strumenti di difesa e gestione di livello enterprise.
Un incentivo alla qualità e all’innovazione
L’agevolazione, erogata sotto forma di voucher, mira a sostenere la domanda di servizi che non siano meramente sostitutivi, ma “nuovi e aggiuntivi”. L’obiettivo del Legislatore è stimolare un salto di qualità: non si finanzia il mantenimento dell’esistente, ma l’acquisizione di soluzioni tecnologicamente più avanzate e sicure rispetto a quelle già in uso.
Delle risorse totali una quota significativa di 71 milioni di euro è riservata alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Chi può accedere al voucher: i requisiti
Il bando si rivolge a una platea vasta ma ben definita:
- PMI: imprese con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro (o un totale di bilancio inferiore a 43 milioni).
- Lavoratori autonomi: professionisti in possesso di partita IVA e, dove richiesto, iscritti ai relativi ordini professionali.
Per accedere al contributo, i beneficiari devono soddisfare alcuni pre-requisiti fondamentali tra i quali emerge un dato tecnico rilevante: è necessaria una connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. Inoltre, una novità importante riguarda l’obbligo di essere in regola con le coperture assicurative contro calamità naturali ed eventi catastrofali, come previsto dalla recente normativa.
Cloud e Cybersecurity: il perimetro degli investimenti
Il voucher copre fino al 50% delle spese ammissibili e le agevolazioni non potranno superare, in ogni caso, l’importo di 20.000 €. I progetti di spesa non devono essere inferiori a 4.000 € e possono riguardare un ampio ventaglio di soluzioni, suddivise in tre pilastri principali:
- Cybersecurity (Hardware e Software): servizi di protezione DDo5, protezione perimetrale (Firewall di nuova generazione, sistemi IPS), alle soluzioni di monitoraggio e difesa attiva (Antimalware, crittografia dei dati, sistemi SIEM per la gestione degli eventi di sicurezza).
- Cloud infrastrutturale e di Piattaforma (IaaS e PaaS): servizi e soluzioni cloud infrastrutturali.
- Cloud SaaS (Software as a Service): strumenti per la produttività aziendale (ERP, CRM, piattaforme per la digitalizzazione dei processi aziendali, piattaforme per l’identificazione dell’identità degli utenti, soluzioni di archiviazione) che includano anche funzionalità di Intelligenza Artificiale, oltre a servizi di collaborazione e centralini virtuali.
E’ interessante notare come il bando includa anche i servizi professionali di configurazione e monitoraggio (fino al 30% della spesa totale), riconoscendo che la tecnologia, per essere efficace, richiede competenze specialistiche per la sua corretta implementazione. Questi servizi devono essere qualificati ACN a livello QC1 o coperti dalle certificazioni ISO:
Modalità di utilizzo e tempistiche
Per garantire l’efficacia degli interventi e la massima affidabilità delle soluzioni adottate, l’accesso alle risorse stanziate segue un iter procedurale strutturato in due fasi distinte, volto a consolidare un ecosistema di fornitori qualificati prima dell’erogazione effettiva dei contributi.
- Qualificazione dell’ecosistema dei fornitori: il primo step fondamentale riguarda l’accreditamento dei partner tecnologici. Per poter erogare i servizi oggetto dell’agevolazione, i provider di soluzioni Cloud e Cybersecurity devono presentare istanza di iscrizione in un apposito elenco ministeriale. Finestra temporale per i fornitori: le istanze di iscrizione all’elenco potranno essere inviate a partire dal 4 marzo 2026 e fino al 23 aprile 2026.
- Accesso ai contributi per PMI e professionisti: Una volta consolidato l’elenco dei partner abilitati, si aprirà la fase operativa dedicata ai soggetti beneficiari. I termini e le modalità tecniche per la presentazione delle domande da parte di PMI e professionisti saranno definiti attraverso un successivo decreto direttoriale.
Questo secondo provvedimento disciplinerà i criteri di assegnazione dei fondi permettendo alle organizzazioni di pianificare i propri investimenti in Cloud e Cybersecurity avvalendosi di fornitori già validati dal Ministero. Per i decisori aziendali, questo approccio garantisce una maggiore linearità nel processo di approvvigionamento tecnologico e una riduzione del rischio operativo.
Il ruolo di Aruba: un partner per la transizione
In questo scenario, la scelta del partner tecnologico diventa determinante.
Aruba, da sempre impegnata nello sviluppo di infrastrutture e servizi digitali affidabili, si prepara a presidiare questo appuntamento mettendo a disposizione di PMI, professionisti e della propria rete di partner il proprio ecosistema di servizi digitali.
L’avvio del bando MIMIT rappresenta un’occasione per riflettere sulle proprie esigenze tecnologiche e valutare l’adozione di servizi cloud e strumenti di sicurezza in grado di garantire continuità operativa, protezione dei dati e la loro gestione all’interno di infrastrutture localizzate in Europa.
Prepararsi al bando non significa soltanto considerare un incentivo economico, ma cogliere l’opportunità di rafforzare la propria infrastruttura digitale con soluzioni affidabili e progettate per durare nel tempo.
Anticipo transato pos virtuale e digitale
L’anticipo transato POS è un finanziamento a breve termine che permette ad imprese e professionisti di ottenere liquidità immediata (spesso dal 70% all’80% del valore) basandosi sugli incassi futuri previsti tramite terminale POS. Migliora il flusso di cassa, con rientro del credito in modo automatico tramite i successivi accrediti dei pagamenti.
Caratteristiche principali:
- Vantaggi: Liquidità immediata sul conto, tassi solitamente agevolati rispetto allo scoperto di conto corrente, e gestione automatizzata.
- Funzionamento: Il fido viene rimborsato automaticamente attraverso le transazioni POS effettuate quotidianamente.
- Requisiti: Solitamente richiede un contratto POS attivo, un conto corrente d’appoggio e uno storico transato (es.: ultimi 12 mesi).
- Importo: L’anticipo è commisurato al volume degli incassi POS del periodo precedente, spesso calcolato fino a una percentuale massima (es. fino al 70-80% o talvolta importi più contenuti a seconda dell’Istituto di credito).
E’ una soluzione ideale per gestire la liquidità aziendale senza attendere i tempi tecnici di accredito dei pagamenti POS.
Una delle Banche più attive nel segmento è il Banco di Desio e della Brianza, che segnala, in un recente articolo, come nel 2025 sia più che triplicato il numero di aziende che hanno scelto di utilizzare l’anticipo transato pos digitale (ATP digitale) come strumento di finanziamento. Tale Banca ha lanciato nel ‘2024 la soluzione di credito per clienti che incassano tramite POS, in partnership con la fintech milanese Cashberry ed ha registrato una decisa crescita dei volumi.
Dal punto di vista delle erogazioni, il modello di pre-valutazione supportato dagli algoritmi di machine learning ha garantito delibera positiva per il 94% delle richieste inoltrate dai clienti, con tempi di risposta estremamente ridotti.
Da non trascurare poi la presenza nel settore di INTESA-SANPAOLO, che pubblicizza l’anticipo Transato POS sottolineandone le peculiarità:
- La linea di credito è disponibile su un conto aggiuntivo rispetto a quello principale, su cui sono canalizzati i flussi del POS.
- Il rimborso avviene tramite flussi di incasso da POS sul conto canalizzatore flussi POS.
- Disponi immediatamente dell somma richiesta.
Bando ISI INAIL 2026
Il Bando ISI INAIL 2026 (riferito all’annualità 2025) mette a disposizione oltre 600 milioni di euro in contributi a fondo perduto, fino al 65% (80% per giovani agricoltori), per progetti di sicurezza sul lavoro. Il finanziamento copre acquisto di nuovi macchinari, bonifica amianto e adozione di modelli organizzativi. Le domande si caricano dal 27 febbraio 2026, con il Click Day previsto per fine maggio.
Principali caratteristiche del Bando ISI INAIL 2025/2026:
- Destinatari: Imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio, Enti del Terzo Settore.
- Contributo: Fondo perduto pari al 65% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 130.000 euro per azienda.
- Settore Agricolo: €90 milioni dedicati: €70 milioni per imprese agricole generali e €20 milioni per giovani agricoltori (fino all’80% di contributo.
- Interventi Ammessi:
- Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici (es. sostituzione macchinari vecchi, installazione impianti di aspirazione fumi, nuove pavimentazioni).
- Bonifica di materiali contenenti amianto (rimozione, smaltimento e rifacimento coperture).
- Adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (Asse 1.2).-
- Tempistiche: Le modalità per la presentazione delle domande saranno note dal 27 febbraio 2026; il click day è previsto indicativamente per fine maggio 2026.
- Regime: il contributo è concesso in regime de minimis.
Le risorse sono ripartite su base regionale e per asse di intervento, richiedendo una attenta pianificazione tecnica, specifica la fonte YouTube e la fonte Confagricoltura Lombardia.
Merito Creditizio e Cyber Insurance: il nuovo indicatore della Banca d'Italia
Non c’è soltanto la polizza danni catastrofali, ma anche la copertura contro il cyber risk va adeguatamente valutata dalle Banche nel merito creditizio delle imprese.
Non è la prima volta che Bankitalia torna sul tema assicurazione e accesso al credito, e nello studio “il rischio cyber delle imprese non finanziarie”, appena pubblicato, propone al mercato un indice da 0 a 100 di fragilità informatica – e dunque di ipotetica insolvenza del debito – ricavato da 6 informazioni riguardanti il cliente: rispetto della Nis2, conseguimento di certificazioni, difese digitali implementate, processi di gestione del rischio, quantità di attacchi subiti e adesione a organizzazioni cybersecurity. Più il punteggio è alto, più l’intermediario dovrebbe esser certo della capacità di rimborso del soggetto cui presta denaro, almeno dal punto di vista degli imprevisti cyber.
Il pericolo è che – se l’indicatore fosse davvero inserito tra le altre metriche adottate (in cui ormai primeggiano gli algoritmi IA) – probabilmente i rubinetti creditizi si stringerebbero ancora di più, specie nei confronti delle micro e piccole realtà produttive. Parliamo infatti di un mercato in cui, tanto per cambiare, il protection gap è ancora molto ampio, nonostante attacchi e incidenti informatici siano potenzialmente in grado di interrompere per giorni la normale attività aziendale, di danneggiare pesantemente la reputazione e di aprire dure controversie legali. E non è sempre facile recuperare, ex post, il crollo di incassi e fiducia a cui si va incontro.
SIMEST - Rifinanziamento degli strumenti agevolati per l'internazionalizzazione
La legge di bilancio 2026 ha rifinanziato gli incentivi per l’internazionalizzazione gestiti da SIMEST, tramite il Fondo 394 per il supporto degli investimenti esteri delle imprese italiane.
Il fondo mette a disposizione finanziamenti a tasso agevolato fino allo 0,445% (tasso attualmente in vigore), cui si può aggiungere una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%.
E’ possibile presentare domanda di agevolazione su una o più delle seguenti linee di intervento:
- Transizione Digitale o Ecologica
- Inserimento Mercati esteri
- Certificazioni e Consulenze per progetti di internazionalizzazione, innovazione tecnologica, digitale o ecologica
- Fiere ed Eventi internazionali
- E-commerce per le imprese che intendano sviluppare il proprio commercio elettronico in Paesi esteri
- Temporary Manager per la realizzazione di progetti di internazionalizzazione, innovazione tecnologica, digitale o ecologica.
- Sono state inoltre create nuove linee di intervento:
- Sezione Crescita: destinata all’acquisizione di quote minoritarie nel capitale di rischio di PMI e medie imprese, anche in Italia, nonchè alla sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi.
- Sezione Investimenti Infrastrutture: Supporta la partecipazione di imprese italiane in progetti infrastrutturali strategici all’estero, attraverso acquisizione di quote di capitale di società estere o la sottoscrizione di strumenti finanziari
- Sezione Venture Capital e investimenti partecipativi: Questa linea è dedicata al supporto di operazioni di acquisizione di capitale di rischio, con particolare attenzione all’innovazione e alle startup.
- Linea America Latina: Questa linea ha l’obiettivo di agevolare gli investimenti delle imprese italiane in America Centrale e Meridionale.
- Linea Africa: Questa linea ha l’obiettivo di agevolare i piani di investimento in Africa
Le domande di accesso ai finanziamenti sono presentabili tramite il portale Simest fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Beni Strumentali "NUOVA SABATINI" - rifinanziamento della misura
La legge di Bilancio ‘2026 ha rifinanziato ulteriormente l’incentivo “Nuova Sabatini” con 650 milioni di euro per il periodo 2025 – 2029. Il rifinanziamento consente di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle PMI.
Rammentiamo che la misura persegue l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle PMI, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo.
Dal 1° gennaio 2023 è inoltre operativa la Nuova Sabatini Green per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale con idonea certificazione ambientale di prodotto. Tale misura va ad affiancare i contributi in essere per gli investimenti in tecnologie 4.0 e per gli investimenti “ordinari”.
Dal 1° ottobre 2024 è operativo anche lo strumento Capitalizzazione destinato a PMI costituite in forma societaria impegnate in processi di capitalizzazione e che realizzano un programma di investimento.
Resta confermata la possibilità di ottenere l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, nel caso di finanziamenti di importo non superiore a 200,000 euro.
Parchi agrisolari sui tetti, una dote di 789 milioni per l'agricoltura
Il Masaf ha approvato la norma che consentirà di lanciare il nuovo bando “Parco agrisolare”, dedicato alla transizione energetica del settore agricolo e agroindustriale. L’intervento è finanziato nell’ambito della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del Pnrr e mette a disposizione 789 milioni per sostenere investimenti finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il 40% delle risorse, al netto degli oneri di gestione, è destinato al finanziamento di programmi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il bando nasce per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici su tetti e coperture di edifici produttivi usati dalle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali, senza consumo di nuovo suolo. Possono accedere al bando imprenditori agricoli, imprese agroindustriali che operano nella trasformazione dei prodotti agricoli, cooperative e consorzi, nonchè forme aggregate come reti d’impresa, Ati/Rti e Cer.
Oltre 470 milioni sono riservati alle imprese del settore della produzione agricola primaria, nel rispetto dei vincoli e dei massimali previsti dal decreto ministeriale 19 aprile 2023. Ulteriori 150 milioni sono destinati alle imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli, sempre nel rispetto delle condizioni e delle intensità di aiuto previste dalla normativa.
Una quota più limitata (10 milioni) è riservata alle imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli. Altri 140 milioni infine sono nuovamente assegnati alle imprese della produzione agricola primaria, ma senza l’applicazione di specifici vincoli.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, secondo modalità che saranno definite nei prossimi avvisi attuativi, e cumulabili con altri incentivi pubblici, nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato e del principio del divieto di doppio finanziamento.
Le risorse indicate sono destinate all’erogazione di agevolazioni in conto capitale per nuovi progetti, selezionati sulla base di uno o più Avvisi, che verranno emanati dal Masaf e attuati dal Gestore dei servizi energetici (Gse). I progetti ammessi alle agevolazioni dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento.
La gestione operativa è affidata al Gse, che avrà il compito di supportare l’attuazione degli interventi, monitorare l’avanzamento dei progetti e verificare il rispetto dei requisiti previsti dal Pnrr. Gli investimenti ammessi dovranno essere completati entro i termini stabiliti dal bando, garantendo risultati concreti in tempi coerenti con le scadenze europee.
Fondo di garanzia PMI - prorogate per tutto il 2026 le modalità di funzionamento
Prorogate per tutto il 2026 le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia in vigore nel 2025 con l’approvazione del cosiddetto decreto Mille proroghe, come comunicato dalla circolare n. 1/2026 del gestore Mediocredito Centrale.
Rimangono così invariate le percentuali di copertura che prevedono, tra l’altro, la garanzia al 50% per i finanziamenti per liquidità e all’80% per quelli a fronte di investimento. E’ inoltre confermata la copertura all’80% per le operazioni Nuova Sabatini, importo ridotto e microcredito, e per quelle a favore di PMI innovative, start-up, start-up innovative e incubatori certificati.
In particolare, la validità delle disposizioni in vigore nel 2025, che sarebbe scaduta il prossimo 31 dicembre, è stata prolungata di un anno dall’articolo 14, comma 1 del decreto-legge n. 200 del 31 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025.
La proroga, nel dettaglio, riguarda le misure previste dall’articolo 15-bis del DL Anticipi del 2023, successivamente modificate dalla Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 e disciplinate dalle circolari di <Mediocredito Centrale n. 21/2023 e n. 20/2024.
FINTECH - le Banche in ritardo
Quella delle banche italiane nei confronti delle nuove tecnologie fintech, non è una corsa, piuttosto una rincorsa tra molte difficoltà. E’ quanto emerge dallo studio di Banca d’Italia sugli investimenti in tecnologie innovative. Nel biennio 2023-2024 banche e intermediari non bancari hanno speso circa 1 miliardo di euro e un importo simile viene stimato anche per il biennio successivo, per un incremento dell’1,4 per cento. La spesa risulta molto concentrata tra pochi intermediari e, in linea con le precedenti edizioni dell’indagine, le banche costituiscono i principali investitori in tecnologie innovative. Pagamenti, intermediazione del credito e attività operative restano centrali (88,5 per cento del totale); il peso dell’area dei pagamenti è diminuito in favore delle attività operative. Le piattaforme web-mobile, l’intelligenza artificiale (AI), il cloud computing e le Application Programm Interface (API) si confermano le tecnologie più adottate; aumenta l’incidenza dei progetti basati sul cloud computing e sull’AI generativa (GenAI), si riduce quella legata alle API e alle Distributed Ledger Technologies (DLT). La raccolta di depositi completamente online risultano limitate. Inoltre, i depositi detenuti in conti aperti digitalmente rappresentano il 5,1% del complesso dei depositi a fine 2024 e il rapporto tra prestiti digitali e prestiti totali erogati alle famiglie e alle imprese è pari rispettivamente al 10,6 e all’1,2 per cento. L’indagine rileva inoltre che i principali ostacoli alla realizzazione delle strategie digitali si confermano essere il difficile reperimento di personale qualificato e la scarsa interoperabilità tra le nuove tecnologie e quelle esistenti.

