Pmi: il vero motore del Made in Italy nel nuovo libro di Francesco Napoli (Confapi Calabria)

Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria, nel suo ultimo libro “Dalla crisi alla rinascita”, parla di come le pmi, con il loro immenso patrimonio produttivo, possano essere il vero motore di ripresa dell’economia italiana.

Negli ultimi anni le piccole e medie imprese italiane (pmi) hanno affrontato sfide complesse: dalla crisi economica alla pandemia, fino all’instabilità  normativa.

In un Paese dove il 92% delle imprese ha meno di 10 addetti, parlare di economia reale significa parlare di loro: piccoli imprenditori, artigiani, produttori locali, veri motori del Made in Italy. Eppure le pmi, questo patrimonio produttivo, ricco di competenze e resilienza, resta spesso ai margini delle politiche economiche, lasciato solo davanti alle difficoltà.

E’ da questa consapevolezza che prende avvio il nuovo libro di Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria, dal titolo emblematico “Dalla crisi alla rinascita”, un viaggio appassionato e necessario nel cuore dell’economia italiana, guidato dalla convinzione che solo le Pmi siano in grado di generare un nuovo miracolo economico per il nostro Paese.

E’ un itinerario attraverso ciò che funziona, ciò che frena e soprattutto ciò che può trasformarsi in energia creativa per un’Italia che vuole rialzarsi e guardare al futuro con coraggio.

Il suo sguardo non si limita alla fotografia dell’esistente, Napoli va in profondità, interroga i processi, denuncia i limiti, ascolta le esigenze e disegna con lucidità le tappe per una rinascita concreta e sostenibile.

Come sottolinea Paolo Naccarato nella sua prefazione, le riflessioni contenute nel libro si muovono con un realismo critico ma costruttivo. “E’ un pensiero positivo, certo problematico, ma che cerca con pignoleria risposte e soluzioni senza indugiare in lamentele o sterili rivendicazioni, consapevole com’è che l’incertezza nella sua accezione più ampia è nemica dello sviluppo e rallenta la crescita”.

Uno dei passaggi più significativi è il legame tra legalità e sviluppo. Nel capitolo dedicato al credito, il contributo del sostituto procuratore generale di Catanzaro, Marisa Manzini, evidenzia con chiarezza come, in assenza di legalità, le imprese oneste vengano penalizzate mentre quelle illegali prosperano.

La legalità è dunque una condizione economica, non solo etica: è ciò che consente al mercato di essere giusto, meritocratico, libero.

Come ricorda l’editore di Fortune Italia Leonardo Donato nella sua prefazione, “le associazioni datoriali non si limitano a difendere gli interessi delle imprese, ma contribuiscono a costruire un ecosistema favorevole al loro sviluppo, basato su fiducia, merito e legalità”.

E’ in questo spirito che Napoli propone soluzioni concrete, chiama all’impegno collettivo e restituisce all’impresa il suo ruolo centrale nella società.

Il libro si chiude con un messaggio chiaro: rimettere al centro chi lavora e produce, perchè l’impresa è il vero motore del cambiamento. Più che un’analisi, è un atto d’amore per l’Italia, un invito a imprenditori, giovani e cittadini a reagire al declino e diventare protagonisti della rinascita.

By FORTUNE ITALIA: Francesca Benincasa (Agosto 7, 2025)

 

 


NUOVA SABATINI 2025

Se la tua azienda sta pensando di investire in nuovi macchinari, attrezzature o tecnologie, devi sapere che la Nuova Sabatini 2025 è una delle agevolazioni più interessanti attive in questo momento

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La Nuova Sabatini, in breve

E’ un incentivo pubblico che sostiene  le imprese italiane nell’acquisto di beni strumentali nuovi, con contributi in conto impianti e finanziamenti a tasso agevolato. Puoi ottenere un contributo fino al 30% dell’importo finanziato e un finanziamento bancario con condizioni molto vantaggiose.

Perchè conviene?

. Aiuto concreto per rinnovare o ampliare il tuo parco macchine

. Accesso facilitato al credito, grazie al supporto pubblico

. Incentivo ideale per imprese con fatturato dai 300.000 euro in su che vogliono crescere e innovare.

Scadenza e tempistiche

La misura è attiva e sarà possibile presentare le domande anche a luglio 2025, ma i fondi sono limitati e si esauriscono rapidamente. E’ quindi fondamentale muoversi subito per non perdere questa occasione.

L’iter per accedere alla Nuova Sabatini può essere complesso; serve una corretta documentazione, un business plan dettagliato e la gestione delle pratiche con banche e istituti finanziari. Per questo, il team di esperti di finanza agevolata del nostro Partner “FINERA” è a tua disposizione per una consulenza gratuita e personalizzata.

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CONFESERFIDI - lancio nuovo prodotto "Importo ridotto Aidexa"

Vi informiamo, con particolare soddisfazione, dello specifico accordo raggiunto da Confeserfidi – nostro primario Partner – con Banca Aidexa per il lancio di un prodotto in esclusiva nazionale, inerente finanziamenti di importo fino a 100 mila euro garantiti da Confeserfidi sempre all’80%,  per qualsiasi finalità (circolante ed investimenti).

Il vantaggio principale del nuovo prodotto sta nella velocità di delibera (time to yes) e dell’erogazione (time to cash) stimata complessivamente a non oltre 3 settimane, rendendo del tutto “fintech” il finanziamento garantito.

Sei interessato/a? ne vuoi sapere di più ed essere accompagnato nella valutazione della rispondenza alle tue esigenze aziendali? scrivici/contattaci, ti forniremo una prima assistenza totalmente gratuita.


SACE SpA - Garanzia Growth a supporto delle imprese italiane

Cos’è la Garanzia Growth

Con la Garanzia Growth si può accedere più facilmente a finanziamenti per investimenti e capitale circolante, per la crescita in Italia e sui mercati globali. Possono essere sostenuti investimenti in innovazione tecnologica ed il processo di digitalizzazione, investimenti infrastrutturali e produttivi realizzati in Italia.

Potranno essere stimolati gli investimenti delle PMI nell’ambito delle filiere strategiche italiane e supportato lo sviluppo di ZES-ZLS (Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Semplificate) dando un impulso alla competitività, alla produttività del Sistema Paese e alla crescita dell’ecosistema sociale grazie al sostegno dell’imprenditoria femminile.

Garanzia Growth prevede un approccio modulare e differenziato per rispondere rapidamente e semplificare le richieste di finanziamento delle imprese e delle garanzie da parte degli istituti partner.

L’azienda deve solo chiedere il finanziamento alla banca partner, fornirle poche semplici informazioni su modulistica dedicata, che quest’ultima inserirà online. E da oggi anche la dichiarazione antimafia cumulativa sarà più semplice.

Benefici e Vantaggi

  • Tempi abbattuti anche fino a 24 ore dalla richiesta.
  • Totale digitalizzazione del processo di emissione a parità di presidi garantiti.
  • Ampliamento degli investimenti per la crescita: attuali, futuri o realizzati nei precedenti cinque anni per amplificare i benefici dell’effetto leva.

La nostra Società ti affiancherà nella predisposizione della pratica e nei rapporti con SACE S.p.A.


Basket Bond Lazio, concluso il secondo closing: 6 milioni a tre aziende

Altre tre aziende sono riuscite ad ottenere finanziamenti utilizzando il programma Basket Bond della Regione Lazio. Dopo le sette imprese che con il primo closing avevano già ricevuto un importo complessivo di 16 milioni, ora Cml International Spa (Piedimonte San Germano, Frosinone), Fastrent Spa e Papironia Srl (entrambe di Roma) si sono aggiudicate altri 6 milioni : 2,5 milioni per Cml International, 2,5 milioni per Fastrent e 1 milione per Papironia. Risorse che hanno permesso di finanziare progetti di crescita legati all’acquisto di nuovi macchinari, beni strumentali, e alla transizione green.

In totale, le dieci imprese con sede nel Lazio hanno emesso minibond per complessivi 22 milioni, raccogliendo risorse complementari rispetto al credito ordinario per finanziare progetti d’investimento. L’iniziativa beneficia della garanzia pubblica rilasciata da Lazio Innova (la Società della Regione che si occupa di innovazione e sviluppo) attraverso il Fondo di garanzia Minibond, istituito dalla Regione Lazio con le risorse del Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027. Il Basket Bond Lazio rientra nel programma regionale Fare Lazio ed è strutturato dall’Arranger, un raggruppamento temporaneo di Imprese composto da Mediocredito Centrale, Banca Finint, Banca Finnat Euroamerica e BNL BNP Paribas. Sono disponibili ulteriori 38 milioni per le imprese interessate a partecipare. “Le risorse hanno finanziato la transizione ecologica a industria 5.0, con macchine a controllo numerico. Inoltre le risorse sono servite per un impianto fotovoltaico”.

“Oggi – spiega Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessora allo Sviluppo – è fondamentale garantire accesso al credito in modo rapido ed efficace. I basket bond rappresentano uno strumento finanziario innovativo in grado di rispondere alle esigenze finanziarie di piccole e medie imprese già strutturate”. Per Cristiano Dionisi, presidente Comitato Piccola Industria Unindustria Lazio, “l’operazione Basket Bond va proprio nella direzione della crescita. Tenendo conto dei benefici finanziari e culturali di questo strumento, il nostro auspicio è che ai basket bond venga assegnata una dotazione permanente per la programmazione in corso”.


Resto Qui 2025: tutto quello che devi sapere

Se hai un’attività imprenditoriale o professionale e operi nelle aree del cratere sismico dell’Italia Centrale o nelle Isole minori del Centro-Nord, anche quest’anno puoi fare domanda per gli incentivi di Resto Qui.  Ecco come funziona il programma.

Cos’è Resto Qui

Resto Qui estende gli incentivi di Resto al Sud ai 116 Comuni dell’Italia Centrale colpiti dai terremoti del 2016-17 e ad alcune zone lagunari, marine e lacustri del Centro-Nord. L’obiettivo della misura è incentivare la ripresa di questi territori attraverso il sostegno economico a imprese e attività professionali nuove o già costituite.

Il programma è gestito da Invitalia e vi si accede su domanda.

Come funziona

Le agevolazioni possono riguardare specifici progetti imprenditoriali, nuovi o preesistenti, e sono così composte:

  • 50% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento bancario a tasso zero garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI, e con interessi totalmente a carico di Invitalia.

L’incentivo permette di finanziare fino al 100% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di:

  • 50.000 euro per richiedente;
  • 60.000 euro per le imprese individuali;
  • 200.000 euro per le società composte da quattro soci.

Inoltre, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto per il fabbisogno di capitale circolante, fino a :

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali;
  • 40.000 euro per le Società.

Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, dopo la rendicontazione fatta attraverso uno o due SAL (stato di avanzamento lavori).

Le spese ammissibili

Le spese ammissibili comprendono:

  • la ristrutturazione o la manutenzione straordinaria di beni immobili, fino al 30% del programma di spesa;
  • l’acquisto di attrezzature, macchinari e impianti nuovi necessari per l’attività;
  • le spese di gestione per materie prime, utenze, canoni di locazione, leasing, garanzie assicurative, materiali di consumo, fino al 20% del programma di spesa;
  • software, programmi informatici e servizi ICT utili all’operatività dell’impresa.

Non sono invece ammesse le spese per la progettazione, le attività promozionali, le consulenze e il personale dipendente.

Chi può fare domanda

Puoi fare domanda se hai meno di 56 anni e rispetti questi requisiti:

  • Residenza: risiedi nelle aree del cratere sismico o nelle isole minori del Centro-Nord al momento della presentazione della domanda, oppure ti impegni a trasferire la residenza in quelle aree entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria (120 giorni se risiedi all’estero). Invece puoi fare domanda a prescindere dall’età se risiedi in uno dei 24 comuni del cratere sismico con una percentuale di edifici inagibili superiore al 50%.
  • Altre attività: non sei titolare di un’attività d’impresa già in esercizio al 21 giugno 2017, e non hai un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  • Benefici pregressi: non hai beneficiato di altre misure nazionali per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni.

Come presentare la domanda

Puoi presentare la domanda solo online sulla piattaforma dedicata di Invitalia. La procedura è semplice:

  1. accedi al portale con la tua identità digitale (SPID, CIE o CNS);
  2. compila la domanda, carica il business plan e la documentazione richiesta;
  3. invia la domanda e attendi l’assegnazione di un protocollo elettronico.

Per concludere questa procedura devi disporre della firma digitale e di una casella di posta elettronica certificata (PEC).

Le scadenze

Non ci sono scadenze specifiche: Invitalia valuta le domande in ordine di arrivo, generalmente entro 60 giorni dalla presentazione, e fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Durante la valutazione, è previsto anche un colloquio online con i proponenti per approfondire il piano d’impresa presentato.

Le imprese che ottengono l’approvazione hanno poi 24 mesi dalla data di concessione del finanziamento per completare il programma di spesa.

 


Rinnovabili, 320 milioni per l'autoproduzione (cfr.nostro articolo del26 marzo 2025)

Il bando nazionale per le fonti rinnovabili 2025 rappresenta un’attesa opportunità per le imprese che vogliono investire nel fotovoltaico. Tuttavia, presentare correttamente la domanda richiede un’attenta preparazione, sia documentale sia tecnica, anche considerando che il bando sarà a graduatoria.

Proprio per la complessità documentale, il Mimit è già intervenuto con una proroga del termine finale alle 12 del 17 giugno 2025, con decreto direttoriale del 31 marzo. Il bando mette a diposizione delle piccole e medie imprese risorse per 320 milioni provenienti dalla missione 7 “RE-PowerEU” del Pnrr.

La documentazione

Uno degli elementi centrali dell’istanza sarà la relazione tecnica asseverata, firmata da un professionista iscritto all’albo (geologo, architetto, geometra, ingegnere o perito industriale) e redatta secondo uno schema specifico.

A supporto della relazione, anche se non da allegare obbligatoriamente alla domanda, è opportuno che l’impresa fornisca i preventivi firmati dai fornitori, con prezzo, tempi di consegna e sede dell’intervento.

La diagnosi energetica, invece, non va presentata al momento della domanda, ma sarà necessaria al termine del progetto, in fase di rendicontazione. Dovrà essere redatta da soggetti qualificati, come gli esperti in gestione dell’energia o le ESCo accreditate.

Tra i documenti da allegare non ricorrenti figurano anche il documento d’identità e la tessera sanitaria dei titolari effettivi dell’impresa. Sul fronte delle dichiarazioni, l’impresa dovrà compilare un questionario utile ad attestare il possesso di tutti i requisiti di ammissibilità: assenza di condanne penali e procedure concorsuali, regolare iscrizione al Registro delle Imprese, assenza di aiuti di Stato incompatibili o non rimborsati, rispetto al principio “Do no significant harm” e assenza di attività in settori ad alta intensità energetica o a elevato impatto ambientale. Sarà necessario dichiarare che l’investimento non è ancora stato avviato e che si è in regola con gli obblighi contributivi.

Il legale rappresentante dell’impresa deve disporre di Spid attivo o, in alternativa, di una Cns in corso di validità. Senza una di queste credenziali, non potrà accedere alla procedura. Se l’ammontare del contributo richiesto supera i 150 mila euro, l’impresa dovrà inoltre prepararsi a fornire anche la documentazione antimafia. Infine, il programma di investimento dovrà essere conforme alle normative edilizie, urbanistiche, energetiche e ambientali e non potrà prevedere un aumento dell’uso dei combustibili fossili o delle emissioni di gas serra.

Procedura a graduatoria

Le domande per il bando saranno valutate con una procedura a graduatoria, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Ogni impresa riceverà un punteggio basato su quattro criteri: la capacità di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili rispetto al proprio fabbisogno energetico; l’incidenza nel progetto di impianti fotovoltaici registrati presso l’Enea; la sostenibilità economica dell’investimento in relazione al margine operativo lordo; il numero di certificazioni ambientali possedute.

Per le medie imprese il contributo ammonta al 30% dei costi ammissibili dell’investimento per la produzione di energia da rinnovabili, per le piccole al 40%. Queste percentuali sono concesse per acquisto e messa in esercizio dell’impianto solare fotovoltaico o minieolico, oltre ad apparecchiature e tecnologie digitali strettamente funzionali. Il contributo sale al 50% dei costi ammissibili per l’esecuzione della diagnosi energetica.

Sarà possibile fere domanda dalle 12 del 4 aprile 2025, mentre il termine finale, inizialmente previsto al 5 maggio 2025, è stato spostato alle 12 del 17 giugno 2025.


Le polizze catastrofali per le imprese

IL RINVIO

Per le PMI proroga differenziata

Arriva la proroga dell’obbligo per le Pmi di dotarsi di polizza anticatastrofale. Il termine è differito al 1° ottobre 2025 per le medie imprese e al 1° gennaio 2026 per le piccole e micro aziende. Rimane al 1° aprile 2025 il termine per le grandi imprese, per le quali però non scatteranno per ora le sanzioni per chi non si adegua.

LE DIMENSIONI

Come si classificano le imprese

Piccole imprese: totale stato patrimoniale fino a 5 milioni, fatturato fino a 10 milioni e fino a 50 addetti. Medie imprese: totale stato patrimoniale fino a 25 milioni, fatturato fino a 50 milioni e fino a 50 dipendenti. Grandi imprese: totale stato patrimoniale oltre 25 milioni, fatturato oltre 50 milioni e oltre 25 addetti.

LA LEGGE

Obbligo di assicurarsi per tutte le aziende

La legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo, per tutte le imprese in Italia, di proteggersi contro le catastrofi naturali per mezzo di apposita copertura assicurativa. L’obbligo è bilaterale ossia vige sia per le imprese che si assicurano che per le compagnie di assicurazione.

GLI EVENTI

Rischi da assicurare: dalle frane al sisma

I rischi da assicurare sono: alluvione, sisma, inondazione e frana. La polizza copre: terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Per le imprese con somma assicurata fino a 30 milioni, la legge prevede l’applicazione di uno scoperto del 15% del danno indennizzabile.


ZES Unica, per le imprese la chance dell'anticipo.

Zes unica del Mezzogiorno, le imprese interessate al credito di imposta hanno tempo fino al 30 maggio 2025 per pianificare gli investimenti, quelle già pronte possono invece inviare la comunicazione di prenotazione delle risorse dal 31 marzo.

L’invio in anticipo permette di gestire eventuali problemi che possono emergere con l’inoltro dell’istanza che sono stati causa di discussione – e a volte perdita – dell’incentivo nella precedente edizione. Nel 2024, infatti, il sistema di controllo ha scartato molte comunicazioni, anche se riportavano un solo errore nella compilazione dei dati; l’invio in anticipo permette di ripresentare la comunicazione nei tempi previsti anche più volte.

La legge di Bilancio 2025 ha stanziato nuovi fondi per le imprese operanti nella Zes, estendendo il  credito agli investimenti realizzati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025.

Investimenti ammissibili

Sono agevolabili le spese in macchinari, impianti  e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o di nuova creazione nella Zes unica. Ammessi anche gli immobili, il cui valore non può, tuttavia, superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolato.

Il riferimento all’investimento agevolato, anzichè all’intero progetto, che di fatto limita al 50% l’ammontare degli investimenti immobiliari incentivabili, è stato confermato indirettamente anche dal software per l’invio della comunicazione integrativa. Sono esclusi dall’aiuto beni destinati alla vendita e materiali di consumo.

Presentazione della domanda

Le imprese interessate devono seguire una procedura in due fasi.

La prima comunicazione idonea a identificare la tipologia di investimenti e il credito massimo spettante, deve essere inviata tra il 31 marzo e il 30 maggio 2025. I moduli sono disponibili nella sezione del sito web dell’agenzia delle Entrate dedicata al credito d’imposta per investimenti nella Zes unica.

La comunicazione integrativa dovrà essere inviata tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025. Con questa le imprese devono attestare l’avvenuta realizzazione degli investimenti indicati nella precedente comunicazione e potranno ridurli ma non aumentarli. Il divieto vale per singola voce , non sono ammesse compensazioni tra macchinari ed attrezzature.

Solo nella prim comunicazione le imprese sono libere di ipotizzare spese ed importi, a consuntivo possono solo confermare, senza aumentare, salvo modifiche normative come è avvenuto nell’edizione 2024.

La mancata presentazione della comunicazione integrativa comporta la decadenza automatica dall’aiuto, ma occorre ricordare che può essere presentata solo dai soggetti che hanno prenotato le risorse nella finestra temporale indicata.

Limitazioni

Anche quest’anno non sono agevolabili progetti d’importo totale inferiore a 200 mila euro.

Il credito è soggetto a rideterminazione se i beni agevolati non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello di acquisizione o ultimazione. Il  costo degli stessi è escluso dal calcolo degli investimenti agevolati o, se entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello dell’entrata in funzione, i beni vengono dismessi, ceduti a terzi, destinati a usi estranei all’attività d’impresa o trasferiti  a unità produttive diverse da quelle che hanno originato il beneficio, il credito va rideterminato escludendo il valore di questi beni.


Imprese familiari del Sud pronte al passaggio generazionale

Le imprese familiari nel Mezzogiorno, restano numerose e sono pronte ad affrontare il passaggio generazionale. E’ l’identikit che emerge dal primo Report FLAG sulle imprese familiari del Mezzogiorno, realizzato da Deloitte Private con il Dipartimento di Economia, Management Istituzioni dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” ed il Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università degli Studi di  Bari “Aldo Moro” e condotta su 128 aziende familiari in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,  Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Dallo studio emerge che le imprese familiari rappresentano uno zoccolo duro dell’economia meridionale che ha saputo affrontare o si appresta a farlo le numerose sfide dei nostri giorni. Numericamente sono in maggioranza: esse rappresentano il 61% delle realtà attive nel Mezzogiorno, e sono circa 217 mila in totale. Operano nel settore manifatturiero, nel commercio all’ingrosso, nell’alimentare, tessile oltre che nel turismo. Impiegano il 33% della forza lavoro complessiva, pari a circa 2,5 milioni di occupati. Il 55% di esse opera in tutta Italia e il 45% opera sia in Italia sia all’estero. Circa la metà degli  intervistati preferisce l’utilizzo di fornitori locali. Infine, per 3 aziende su 5 più della metà dei propri dipendenti proviene dal territorio, mentre nessuna delle aziende impiega meno del 10% di forza lavoro locale.

“Il binomio impresa-famiglia è fortemente radicato nel tessuto imprenditoriale italiano”. Tuttavia, la sua importanza è ancora più tangibile nel contesto nel Mezzogiorno  dove le famiglie imprenditoriali operano perseguendo strategie che puntano all’eccellenza facendo leva su competenze specialistiche che spesso si tramandano di generazione in generazione, spiega Alessandro Cirillo, professore associato presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel Dipartimento di Economia.

Nell’80% dei casi, due generazioni sono impegnate insieme nella guida dell’azienda, in vista di una transizione che si realizzerà consegnando la leadership aziendale, nel 69% dei casi, ai familiari. Commentano Ernesto Lanzillo e Claudio Lusa, rispettivamente Deloitte Private Leader e Deloitte Operate Leader: “Le aziende familiari sono strutturate sotto il profilo della governance, sono multigenerazionali e sono radicate a livello locale per creare sempre più valore economico e sociale”. Le famiglie pongono attenzione al passaggio generazionale e infatti l’85% delle aziende dichiara di disporre di un piano di successione, di cui il 69%prevede un passaggio di leadership in famiglia. Le imprese familiari meridionali dimostrano un forte legame con il territorio che ritengono sia cruciale per la reputazione della famiglia (97%), per la reputazione aziendale (94%), per la strategia aziendale (88%) e per la sopravvivenza stessa dell’azienda (79%). L’analisi evidenzia una netta prevalenza di aziende possedute dalla medesima famiglia: il 55% del campione presenta una proprietà familiare tra il 91% e il 100%. La presenza di un Consiglio di Amministrazione (CdA) si riscontra nel 62% delle aziende intervistate. Nel Mezzogiorno, la fuga di cervelli è il rischio che preoccupa maggiormente le aziende familiari, con l’89% degli intervistati che lo valuta come “Altissimo”, mentre il rischio di transizione demografica è ritenuto la second preoccupazione in ordine di importanza, come indicato dall’85% delle realtà intervistate. Anche il rischio climatico è particolarmente avvertito, come indica il 72% degli intervistati.