Rinnovabili, 320 milioni per l'autoproduzione
Dal 4 aprile al 5 maggio 2025 le PMI potranno presentare domanda per accedere alle agevolazioni previste dal bando “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”, parte della Missione 7 “REPowerEU” del Pnrr. Sono escluse le PMI energivore, le industrie ad alta emissione di CO2 e altri soggetti identificati dal decreto direttoriale 14 marzo 2025 che ha fissato le modalità operative di accesso all’incentivo.
La richiesta deve essere accompagnata da una diagnosi energetica. L’obiettivo del bando è incentivare le PMI a investire in impianti di produzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo, contribuendo alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Dotazione e beneficiari
Alla misura sono destinati 320 milioni che saranno assegnati alle imprese ammesse secondo i criteri stabiliti nel decreto attuativo. Possono accedere alle agevolazioni le PMI operanti su tutto il territorio nazionale.
Imprese escluse
Sono escluse dal bando le imprese classificate come industrie ad alta intensità energetica, ossia quelle inserite nell’elenco della Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) relativo alle imprese a forte consumo di energia, in base a quanto previsto dall’articolo 19, comma 2 della legge 167/2017.
Sono escluse anche le industrie ad alta emissione di CO2, vale a dire le imprese che svolgono attività incluse nel sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (Ets) e che generano emissioni di gas a effetto serra superiori ai parametri di riferimento stabiliti dalla normativa europea. Restano fuori anche altri soggetti specificati nell’elenco allegato 1 al decreto.
Investimenti e spese
Sono finanziabili gli investimenti per l’installazione di impianti solari fotovoltaici o mini eolici, destinati esclusivamente all’autoconsumo. Ed è ammessa la possibilità di integrare i progetti con i sistemi di accumulo dell’energia prodotta.
Ogni progetto deve essere accompagnato da una diagnosi energetica, redatta da professionisti abilitati, esperti in gestione dell’energia (Ege) o società di servizi energetici certificate (Esco).
Gli investimenti non possono prevedere contemporaneamente l’installazione di impianti fotovoltaici e mini eolici, ma devono essere limitati a una delle due tecnologie. E’ possibile includere nel progetto spese per apparecchiature digitali utili al funzionamento degli impianti e per l’installazione e messa in esercizio.
I programmi di investimento devono esse completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione. I costi di leasing sono ammessi solo per un massimo di 20 mesi dalla concessione del contributo.
Presentazione della domanda
Le richieste di agevolazione dovranno essere presentate solo in modalità telematica tramite la piattaforma informatica sul sito di Invitalia, soggetto attuatore della misura. Saranno accettate dalle 12 del 4 aprile fino alle 12 del 5 maggio 2025.
Valutazione e graduatoria
L’assegnazione delle risorse avverrà sulla base di una graduatoria, con un punteggio attribuito in base alla qualità del progetto e alla coerenza con gli obiettivi di transizione ecologica.
Le domande saranno valutate secondo criteri di pertinenza, impatto ambientale ed efficienza dell’investimento. Saranno prese in considerazione la capacità dell’impresa di ridurre i consumi energetici e migliorare l’autonomia energetica.
L’elenco delle imprese ammesse sarà pubblicato entro 60 giorni dalla chiusura del bando sul sito di Invitalia e del ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit).
Dal PNRR 500 milioni per le filiere strategiche - 40% dei fondi a Sud e Isole
Dall’8 aprile fino al 10 giugno, le imprese possono presentare domanda per accedere alle agevolazioni previste dai Contratti di sviluppo per le filiere strategiche con fondi PNRR. L’incentivo consiste in un mix di finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, in conto impianti e diretto alla spesa, i limiti di intensità degli aiuti sono quelli stabiliti dal decreto ministeriale del 9 dicembre 2014.
La misura, gestita da Invitalia su incarico del ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit), è finalizzata a sostenere progetti di sviluppo industriale, transizione ecologica e innovazione tecnologica, incentivando la competitività delle filiere produttive nazionali.
L’iniziativa prevede una dotazione finanziaria complessiva di 500 milioni, provenienti dal Pnrr. Una quota pari ad almeno il 40% delle risorse sarà riservata a progetti nelle regioni del Mezzogiorno, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Settori coinvolti
L’agevolazione è accessibile a imprese di qualsiasi dimensione che operano in Italia. Le attività finanziabili comprendono sia investimenti in sviluppo industriale, sia progetti di ricerca, sviluppo e tutela ambientale.
Il programma è rivolto alle imprese appartenenti a settori considerati strategici per l’economia nazionale, tra cui automotive, agroindustria, design, moda e arredo, sistema casa, metallurgia e siderurgia, meccanica strumentale, elettronica e ottica, produzione di treni, navi, aerei e industria aerospaziale, oltre ai comparti della chimica e della farmaceutica.
Procedura e valutazione
Le richieste di agevolazione dovranno essere presentate attraverso lo sportello telematico di Invitalia che fungerà da ente gestore. Saranno ammesse anche domande relative a Contratti di sviluppo precedentemente presentati, ma sospesi per carenza di risorse finanziarie. Ogni richiesta dovrà includere l’indicazione della filiera produttiva di appartenenza dell’impresa, i dati relativi all’investimento e all’ammontare delle agevolazioni richieste, nonchè una perizia tecnica asseverata da un professionista o un attestato di conformità rilasciato da un ente certificatore accreditato.
Selezione e graduatoria
L’assegnazione delle agevolazioni avverrà sulla base di una graduatoria, con punteggi attribuiti secondo criteri stabiliti dal decreto del 6 novembre 2024. Il metodo di valutazione si basa su un sistema di interpolazione lineare dei punteggi ottenuti per ciascun criterio, in modo da garantire un’assegnazione equa e trasparente. L’elenco delle domande ammesse sarà pubblicato entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello sul sito Invitalia e del Mimit. La selezione seguirà criteri di merito, premiando i progetti con un elevato impatto economico, tecnologico e ambientale, in linea con gli obiettivi di competitività e sostenibilità del sistema produttivo italiano.
RIAPERTURA BANDO ISI INAIL - Investimenti in sicurezza
Con il nuovo bando l’Inail mette a disposizione delle imprese, che vogliono investire in sicurezza, 600 milioni di euro di incentivi a fondo perduto, ripartiti su base regionale ed assegnati fino ad esaurimento delle risorse secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
I fondi messi a disposizione attraverso il bando ISI INAIL 2024 sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti da realizzare:
- Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (di cui all’allegato 1.1 del bando)- Asse di finanziamento 1;
- Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (di cui all’allegato 1.2 del bando) – Asse di finanziamento 1;
- Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici (di cui all’allegato 2 del bando) – Asse di finanziamento 2;
- Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (di cui all’allegato 3 del bando) – Asse di finanziamento 3;
- Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori ATECO 2007, individuati dal bando – Asse di finanziamento 4;
- Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (di cui all’allegato 5 del bando) – Asse di finanziamento 5.
Il contributo è previsto nella misura del 65% delle spese ammissibili fino ad un massimo di € 130.000.
La procedura informatica per la compilazione delle domande di accesso al beneficio sarà disponibile dal 14 aprile al 30 maggio 2025. Dopo tale data sarà comunicata la tempistica per la procedura di prenotazione delle risorse (click day).
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ZES UNICA nel Mezzogiorno, domande dal 31 marzo
Parte il 31 marzo 2025 la finestra per richiedere il credito d’imposta Zes Unica Sud per il 2025. La misura è volta a incentivare nuovi investimenti produttivi, offrendo il credito di imposta per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, oltre che per l’acquisizione di terreni e la realizzazione o l’ampliamento di immobili funzionali agli investimenti in una quota pari al 50% della spesa.
Le comunicazioni potranno essere presentate dal 31 marzo al 30 maggio 2025, il mancato invio in questa finestra temporale inibisce la possibilità alle imprese di ottenere il credito di imposta.
Grazie alle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2025 è ora prevista la possibilità di cumulare il beneficio con il credito di imposta Transizione 5.0 e altre misure di sostegno. La scadenza è riservata alle imprese attive nel Mezzogiorno. Il progetto di investimento ammissibile deve avere importo di spesa compreso tra un minimo di 200mila euro e un massimo di 100 milioni di euro. Nel caso di imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura il limite minimo dell’investimento complessivo scende a 50mila euro. Gli investimenti devono essere realizzati entro il 15 novembre 2025. A oggi è previsto un limite di spesa di 2,2 miliardi che può essere integrato anche con risorse regionali.
Maglie più larghe sul cumulo con altri aiuti e percentuali di incentivo più alte sono la strategia per il rilancio del piano Transizione 5.0, alle prese con gli ultimi dieci mesi utili per la realizzazione degli investimenti e gran parte dei fondi da impegnare. Sull’onda della legge di Bilancio 2025, il GSE ha pubblicato una nuova tornata di Faq che spiegano anche le semplificazioni introdotte per la sostituzione di beni ammortizzati da oltre due anni.
Il bando Inail Isi 2024 si piazza finalmente ai blocchi di partenza, le domande potranno essere predisposte sul portale telematico dell’Istituto a partire dal 14 aprile 2025 e fino al 30 maggio 2025. Inail mette in campo fondi per 600 milioni con lo scopo di migliorare la sicurezza dei lavoratori. Le imprese si troveranno a dover gestire alcune modifiche rispetto alle precedenti edizioni, anche in relazione alla modifica del sistema dei punteggi per accedere alla procedura. Ancora nessuna notizia per la data del click-day che l’Inail stabilirà più avanti.
Presto sarà nuovamente disponibile lo strumento “investimenti sostenibili 4.0” visto che il ministero delle imprese e del made in Italy ha approvato modalità e condizioni per la concessione e l’erogazione di agevolazioni a programmi di investimento proposti da piccole e medie imprese localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate. Gli incentivi sono destinati ai progetti rispettosi dei principi e della disciplina in materia di tutela dell’ambiente e coerenti con il piano Transizione 4.0, sono privilegiati programmi che, in aggiunta alle predette caratteristiche, sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali definiti dall’Unione europea e perseguiti dal programma nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”. Il decreto ministeriale 22 novembre 2024 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio e presto saranno fissati i termini per la presentazione delle domande. In questo caso le risorse a disposizione ammontano a 300 milioni.
Rimane ancora aperto lo sportello per accedere al terzo avviso del Fondo Nuove Competenze che finanzia la formazione professionale nelle imprese. I fondi inizialmente disponibili ammontano a 731 milioni di euro, ma sono integrabili con altre eventuali fonti di finanziamento. Dal ministero del lavoro e delle politiche sociali sono emersi i primi dati sul boom di domande registrato all’apertura della finestra di presentazione delle domande, ma rimane comunque tecnicamente possibile presentare ancora domanda, entro la scadenza attualmente prevista al 10 aprile 2025.
SIMEST 2025 - LINEE DI FINANZIAMENTO AGEVOLATO PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE - III PARTE
4.TEMPORARY MANAGER
La misura è rivolta a tutte le imprese, in particolare alle Micro, Piccole e Medie Imprese, per supportare l’inserimento temporaneo di figure specializzate, come il “Temporary Manager”, per lo sviluppo di progetti di innovazione tecnologica, digitale o ecologica, nonchè per favorire l’internazionalizzazione dell’impresa.
L’inserimento del Temporary Manager è regolato da un contratto stipulato con una società di servizi terza. Inoltre, i finanziamenti per l’inserimento di un Temporary Manager in progetti di sviluppo in Africa beneficiano di condizioni dedicate fino al 31.12.2025.
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento per questa misura presenta le seguenti caratteristiche:
–durata: 4 anni, di cui 2 di pre-ammortamento;
–tasso di interesse agevolato annuo: 0,371%;
–importo massimo finanziabile:
- 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci
- fino a 500 mila euro
–importo minimo finanziabile: 10 mila euro;
–quota massima a fondo perduto: fino al 10% dell’importo richiesto, con un massimo di 100 mila euro (fino al 20% per progetti con focus Africa, fino a 200 mila euro per imprese con sede nel Sud Italia);
–esenzione dalle garanzie per progetti in Africa (soggetto alla conversione in legge dell’articolo 15 del DL 113/2024).
Beneficiari
Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese che abbiano depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi, con esclusione dei settori della pesca, acquacoltura e produzione primaria di prodotti agricoli.
Agevolazione
–finanziamento a tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE (tasso applicato: 0,464% al 14/7/2023);
–importo minimo: 10 mila euro;
–importo massimo: 500 mila euro o 20% dei ricavi dell’ultimo bilancio (o degli ultimi due per importi superiori a 150 mila euro);
–durata del finanziamento: 4 anni (2 anni di pre-ammortamento e 2 anni di rimborso);
–garanzie richieste in base al MOL o alla classe di scoring dell’impresa (senza garanzia per lo scoring 1 e 2);
–erogazione in 2 tranche: 25% anticipo e saldo;
–contributo a fondo perduto del 10% (fino a 100 mila euro) per specifiche categorie di PMI, inclusi quelli con focus Africa o ubicazione nel Sud Italia):
Spese ammissibili
1.Spese per le prestazioni del Temporary Manager (almeno il 60% dell’intervento agevolativo);
2.Spese strettamente connesse alla realizzazione del progetto (massimo 40% delle spese rendicontabili):
-attività di marketing e promozionali;
-sviluppo digitale dei processi aziendali;
-ammodernamento dei modelli organizzativi;
-innovazione di prodotto o servizio;
-certificazioni internazionali e licenze;
-supporto per la formazione, viaggi, soggiorni, e consulenze legali per l’espansione internazionale.
Inoltre, sono ammissibili spese per consulenze professionali relative alla conformità ambientale e per la gestione della richiesta di intervento agevolativo, fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato.
5.TRANSIZIONE DIGITALE ED ECOLOGICA
Questa misura è destinata a tutte le imprese, in particolare alle Micro, Piccole e Medie Imprese, che desiderano rafforzare la loro competitività internazionale sostenendo la transizione digitale e ecologica.
E’ rivolta anche a:
-PMI attive in specifiche filiere produttive;
-imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
-imprese localizzate nei territori colpiti da eventi alluvionali dal 1° maggio 2023;
-rafforzamento della solidità patrimoniale delle imprese con vocazione internazionale.
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento per questa misura presenta le seguenti caratteristiche:
–durata: 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento;
–tasso di interesse agevolato: 0,371% annuo;
–finanziamento destinato fino al 50% per Transizione Digitale e/o Ecologica, e la restante parte per il rafforzamento patrimoniale;
–l’importo massimo finanziabile è pari al minore tra:
- 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci
- 500 mila euro per Micro Imprese
- 2,5 milioni di euro per PMI
- 5 milioni di euro per altre imprese
–importo minimo: 10 mila euro;
–quota massima a fondo perduto: fino al 10% dell’importo richiesto (massimo 100 mila euro).
Beneficiari
-Imprese con fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio
-PMI produttive con fatturato export pari ad almeno il 3% e parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti.
Agevolazione
-Finanziamento a tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE
-Importo minimo di 10 mila euro e massimo in base ai ricavi e dimensione dell’impresa
-Durata del finanziamento: 6 anni, con 2 anni di pre-ammortamento e 4 anni di rimborso.
L’erogazione avviene in 3 tranche: 25% anticipo, 25% acconto, saldo finale.
Il contributo a fondo perduto è fino al 10% (max 100 mila euro) per PMI con specifici requisiti, come:
-sede nelle regioni del Sud Italia
-certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001)
-imprese giovanili o femminili
-imprese con almeno 20% di fatturato export.
Interventi ammissibili
-Almeno il 50% dell’importo del finanziamento deve essere destinato a investimenti digitali e/o ecologici, il resto a rafforzamento patrimoniale.
-Possibilità di aumentare la quota destinata a ulteriori investimenti in base a specifiche condizioni:
- 70% in caso di aumento dei costi energetici e fatturato export maggiore del 20%
- 80% per imprese con interessi nei Balcani Occidentali
- 90% per imprese nelle zone alluvionate.
Spese ammissibili
1.Transizione digitale:
-integrazione e sviluppo digitale nei processi aziendali;
-investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e formazione per industria 4.0;
2.Transizione ecologica:
-investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale
-certificazioni ambientali
-consulenze per verifiche di conformità ambientale.
3.Rafforzamento patrimoniale:
-investimenti per la solidità patrimoniale dell’impresa.
Le spese devono essere sostenute dopo la ricezione del CUP (Codice Unico di Progetto) e riferite ad attività nel periodo di realizzazione del progetto.
SIMEST 2025: LINEE DI FINANZIAMENTO AGEVOLATO PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE - Parte II
2.E-COMMERCE
La misura in sintesi
Questa iniziativa è rivolta a tutte le imprese, con particolare attenzione alle Micro, Piccole e Medie Imprese, che intendono sviluppare un progetto di investimento digitale per:
–la creazione di una propria piattaforma di e-commerce;
-il miglioramento o l’implementazione di una piattaforma già esistente;
-l’accesso a piattaforme di terzi (marketplace) con la realizzazione di uno store dedicato.
Fino al 31 dicembre 2025, sono previste condizioni agevolate per i progetti che puntano alla commercializzazione di prodotti e servizi destinati al continente africano.
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento prevede le seguenti condizioni:
–durata: 4 anni, di cui 2 anni di preammortamento;
–tasso di interesse agevolato: 0,371% annuo;
–importo massimo finanziabile: fino a 500 mila euro, non superiore al 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci depositati;
–importo minimo finanziabile: 10 mila euro;
–quota massima a fondo perduto: fino al 10% dell’importo dell’intervento Agevolativo, con un tetto massimo di 100 mila euro, riconosciuta alle imprese che soddisfano i requisiti previsti dalla Circolare operativa 6/394/2023;
–cofinanziamento a fondo perduto: fino al 10% anche per i progetti con focus Africa, con possibilità di aumento al 20% (massimo 200 mila euro) per le imprese con sede operativa nelle regioni del Sud Italia;
–garanzie: per i progetti localizzati in Africa, è possibile richiedere l’esenzione dalla prestazione delle garanzie (secondo l’articolo 15 del DL 113/2024, soggetto a conversione on legge).
Beneficiari
Possono accedere al finanziamento le imprese che abbiano depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi presso il Registro delle Imprese. Sono esclusi i settori della pesca e dell’acquacoltura, i settori della produzione primaria di prodotti agricoli.
Agevolazioni
Il finanziamento prevede un tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE (0,464% al 14 luglio 2023), con diverse modalità di applicazione (50% o 80%), definite in fase di presentazione della domanda.
L’importo minimo è di 10 mila euro.
L’importo massimo è 500 mila euro o il 20% dei ricavi dell’ultimo bilancio (o degli ultimi due, per importi superiori a 150.000 euro).
L’esposizione massima nei confronti del fondo 394/81 non deve essere superiore al 35% della media dei ricavi degli ultimi due bilanci.
La durata complessiva è di 4 anni dalla stipula del contratto, con 2 anni di preammortamento e 2 anni di rimborso.
Garanzie richieste: determinate in base al MOL o alla classe di scoring dell’impresa (nessuna garanzia richiesta per le imprese con scoring 1 e 2).
Erogazione: in due tranche (25% anticipo – saldo).
Contributo a fondo perduto del 10% (fono a 100.000 euro) per:
–PMI (incluse micro Imprese) con sede operativa nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituite da almeno 6 mesi;
–MPMI (Micro, Piccole e Medie Imprese) con certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);
–PMI (incluse micro Imprese) giovanili (almeno il 60% della proprietà detenuta da giovani tra i 18 e 35 anni);
–PMI (incluse Micro Imprese) femminili (almeno il 60% della proprietà detenuta da donne);
–MPMI con una quota di fatturato export pari ad almeno il 20% del totale, risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi;
–PMI innovative registrate presso la sezione speciale della Camera di Commercio;
–Imprese (anche non PMI o Micro Imprese) con interessi diretti nei Balcani Occidentali;
–Imprese (anche non PMI o Micro Imprese) con certificazioni ambientali/sostenibilità e in possesso di:
- una Sustainable Procurement Policy (SPP) con principi ESG;
- almeno 5 fornitori con contratti attivi da almeno 12 mesi, aderenti ai principi ESG;
- strumenti di monitoraggio della conformità ESG;
- piani correttivi per la non conformità dei fornitori.
Spese ammissibili
Le spese coperte dal finanziamento riguardano principalmente la creazione o il miglioramento di una piattaforma e-commerce, sia di proprietà dell’impresa che su un marketplace di terzi. Sono inclusi costi per sviluppo, configurazione, hardware, software e integrazioni con sistemi di gestione aziendale come ERP e CRM:
Sono finanziabili anche gli investimenti legati alla gestione e alla sicurezza della piattaforma, come hosting, commissioni per l’utilizzo, protezione dei dati, sviluppo di analisi e tracciamento delle visite, oltre a consulenze per il miglioramento della piattaforma e la tutela del marchio.
Infine, rientrano tra le spese ammissibili quelle per promozione e formazione del personale, come web marketing, indicizzazione, comunicazione e corsi di aggiornamento per la gestione della piattaforma:
Sono previsti anche costi per consulenze ambientali e per l’assistenza nella presentazione della richiesta di finanziamento, fino ad un massimo del 5% dell’importo concesso.
Almeno la metà dell’importo richiesto deve essere destinata alla creazione, sviluppo o utilizzo della piattaforma e-commerce. Tutte le spese devono essere documentate, sostenute dopo l’ottenimento del CUP e riferite alla distribuzione di beni o servizi italiani o a marchio italiano.
3.FIERE ED EVENTI
Questa misura è destinata a tutte le imprese, in particolare alle Micro, Piccole e Medie Imprese, offrendo la possibilità di finanziare la partecipazione a eventi internazionali (anche virtuali), fino a un massimo di 3 eventi, per promuovere beni e servizi prodotti in Italia o con marchio italiano. Gli eventi ammissibili includono:
-fiere;
-mostre;
-eventi e missioni internazionali.
Inoltre, per le partecipazioni a fiere ed eventi in Africa o in Italia con focus su quest’area, sarà possibile usufruire di condizioni speciali, che comprendono anche spese per viaggio e soggiorno di potenziali clienti africani, fino al 31 dicembre 2025.
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento presenta le seguenti condizioni:
–durata: 4 anni, con 2 anni di pre-ammortamento;
–tasso di interesse agevolato annuo: 0,371%;
–importo massimo finanziabile:
- il 20% dei ricavi dell’ultimo bilancio pee domande fino a 150.000 euro
- il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci per domande superiori a 150.000 euro
- 500.000 euro.
–quota massima a fondo perduto: fino al 10% dell’importo del finanziamento, con un massimo di 100.000 euro, in base ai requisiti specifici;
-in caso di focus sull’Africa, la quota a fondo perduto può arrivare fino al 20%, con un massimo di 200.000 euro per le imprese italiane con almeno una sede operativa nel Sud Italia;
-possibilità di esenzione dalle garanzie se il progetto è localizzato in Africa.
Beneficiari
Possono beneficiare di questa misura le imprese che abbiano depositato almeno un bilancio completo presso il Registro Imprese, ad esclusione dei settori della pesca, acquacoltura e produzione primaria di prodotti agricoli.
Agevolazioni
Il finanziamento è a tasso agevolato, pari al 10% del tasso di riferimento UE (0,464% al 14/07/2023), con importi minimi di 10 mila euro e massimi di 500 mila euro (o 20% dei ricavi).
La durata complessiva è di 4 anni, con 2 anni di preammortamento e 2 anni di rimborso. L’esposizione massima complessiva è pari al 35% della media dei ricavi degli ultimi due bilanci.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili includono:
–spese per area espositiva: affitto, allestimento, arredamento, attrezzature, elettricità, pulizia, assicurazione, compensi al personale, traduzione e interpretariato;
–spese logistiche: trasporto e movimentazione dei prodotti;
–costi promozionali: partecipazione a business meeting, pubblicità, banner, certificazione dei prodotti;
–spese per consulenze: consulenze esterne (designer, digital marketing), consulenze per fiera/mostra;
–spese digitali: iscrizione e sviluppo contenuti per eventi virtuali, marketing digitale, traduzione online;
–altre consulenze: per la verifica di conformità ambientale gestione della richiesta di finanziamento.
Le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate successivamente alla ricezione del CUP e devono riguardare la distribuzione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.
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E’ la sintesi di ciò che molti chiamano Temporary o Fractional Manager.
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Minibond - finanziamento efficace per PMI e MID CAP
Nel contesto finanziario italiano, i minibond rappresentano un’opzione di rilievo per le PMI e le MID-CAP, che intendono diversificare le proprie fonti di finanziamento e ridurre la dipendenza dal credito bancario. Ma cosa sono esattamente i minibond, quali soggetti ne possono beneficiare e quale è il loro funzionamento? Esaminiamo questi aspetti in dettaglio.
COSA SONO I MINIBOND?
I minibond sono obbligazioni emesse da società non quotate. Introdotti in Italia con il “Decreto Sviluppo” del 2012, i minibond permettono alle aziende di raccogliere capitali direttamente dal mercato, offrendo agli investitori un ritorno sotto forma di interessi periodici e il rimborso del capitale alla scadenza.
A CHI SI RIVOLGONO I MINIBOND?
I minibond sono destinati a PMI e MID-CAP che hanno una buona solidità patrimoniale e una crescita costante dei ricavi. Questi strumenti sono ideali per le aziende che necessitano di finanziamenti per progetti di investimento e acquisizioni, ma che non vogliono cedere quote di capitale.
Gli investitori che possono sottoscrivere i minibond includono:
- Investitori istituzionali e qualificati (banche, fondi, SIM, ecc.)
- Fondi di debito (simili ai fondi di private equity, investono in obbligazioni aziendali anzichè acquistare azioni)
COME FUNZIONANO I MINIBOND?
Il processo di emissione dei minibond si articola in diverse fasi:
- Preparazione: l’azienda emittente con l’aiuto di un advisor prepara un piano economico-finanziario (business plan) con le principali assunzioni economico-patrimoniali considerate per costruirlo, una lista degli investimenti o acquisizioni da finanziare, una descrizione dell’attività dell’azienda e una situazione dei finanziamenti in corso con il sistema bancario.
- Analisi di fattibilità e Strutturazione: il minibond viene presentato agli investitori potenziali, che valutano l’opportunità e decidono se sottoscrivere il titolo. Questo processo può coinvolgere anche un arranger che supporta l’emittente nella strutturazione e nel collocamento del minibond.
- Delibera e Sottoscrizione: gli investitori deliberano il prestito obbligazionario (il minibond) e si avviano tutte le fasi necessarie per arrivare alla firma del Contratto e del Regolamento del minibond, alla sottoscrizione ed emissione dei minibond e all’erogazione della liquidità a favore dell’emittente.
I VANTAGGI DEL MINIBOND
I minibond presentano numerosi vantaggi sia per le aziende emittenti che per gli investitori.
Di seguito un’analisi dettagliata dei principali benefici:
VANTAGGI PER LE AZIENDE EMITTENTI
- Accesso al Mercato dei Capitali: i minibond permettono alle PMI di raccogliere fondi direttamente dal mercato dei capitali, riducendo la dipendenza dal credito bancario: Questo può essere particolarmente utile in periodi di restrizione del credito o di assenza di garanzie statali per garantire gli interventi delle banche.
- Condizioni di finanziamento vantaggiose: le condizioni di finanziamento dei minibond sottoscritti da banche in qualità di investitori (non quelle dei Fondi di Debito) possono essere molto vicine a quelle dei finanziamenti bancari.
- Rafforzamento dell’immagine statale: l’emission di minibond può migliorare la reputazione dell’azienda agli occhi degli investitori e del mercato, attraverso comunicati stampa ed articoli sui giornali che vengono fatti per ogni emissione, dimostrando solidità finanziaria e capacità di attrarre capitali.
- Tagli più consistenti di finanziamento e leve finanziarie più elevate: i minibond consentono di raccogliere somme di finanziamento più significative rispetto a quelle ottenibili tramite un finanziamento bancario, con rapporti tra Posizione Finanziaria Netta (PFN) ed Ebitda notevolmente superiori a quelli accettati dalle banche per la concessione di finanziamenti tradizionali a medio-lungo termine. Mentre le banche generalmente accettano un rapporto massimo di 3-3,5 volte tra PFN ed Ebitda, con i minibond si può arrivare fino a 6 volte. Questo avviene perchè i minibond finanziano investimenti e acquisizioni che sono tipicamente operazioni con ritorni economici a lungo termine.
VANTAGGI PER GLI INVESTITORI
- Rendimenti interessanti: i minibond offrono rendimenti sotto forma di interessi periodici, che possono essere più elevati rispetto ad altri strumenti di debito a basso rischio.
- Diversificazione del portafoglio: investire in minibond permette agli investitori di diversificare il proprio portafoglio, riducendo il rischio complessivo e aumentando le opportunità di rendimento.
- Supporto alle PMI e MID-CAP: gli investitori possono contribuire direttamente alla crescita e allo sviluppo delle PMI e MID-CAP, sostenendo l’economia locale e beneficiando di potenziali ritorni finanziari.
- Possibilità di quotazione: i minibond possono essere quotati su mercati regolamentati, come l’ExtraMOT PRO di Borsa Italiana, offrendo maggiore liquidità e trasparenza agli investitori.
SIMEST 2025: Linee di finanziamento agevolato per l'internazionalizzazione - I Parte
Micro, Piccole e Medie Imprese
1.MERCATI ESTERI
Descrizione della misura
L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese, con particolare attenzione alle Micro, Piccole e Medi Imprese, per supportare investimenti nei mercati internazionali, con riferimento a:
–l’apertura di nuove strutture commerciali in Paesi esteri dove l’azienda non è già presente;
-il rafforzamento o la sostituzione di strutture preesistenti.
Fino al 31 dicembre 2025, per chi richiede finanziamenti destinati a programmi di espansione in un Paese africano, sono previste condizioni agevolate e l’inclusione di nuove spese finanziabili, quali la formazione professionale del personale locale (sia in loco che in Italia), nonchè costi connessi come viaggi, ingressi e soggiorni in Italia per il personale africano
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento ha una durata di 6 anni, di cui i primi 2 di preammortamento, con un tasso di interesse agevolato annuo dello 0,371%.
L’importo massimo finanziabile che può essere richiesto è pari al minore tra:
-il 35% del fatturato medio degli ultimi due bilanci (voce A1 del conto economico);
-500.000 euro per Micro Imprese;
-2,5 milioni di euro per PMI e start-up/PMI innovative;
-3,5 milioni di euro per le altre imprese.
L‘importo minimo finanziabile è 10 mila euro.
La quota a fondo perduto è fino al 10% dell’intervento agevolativo richiesto, con un massimo di 100 mila euro.
Il cofinanziamento a fondo perduto è fino al 10%, esteso anche a progetti con focus Africa, con possibilità di aumento al 20% (fino a 200 mila euro) per imprese con sede operativa nel Sud Italia.
Esonero garanzie: per progetti localizzati in Africa è possibile richiedere l'esenzione dalla prestazione delle garanzie.
Beneficiari
Possono accedere al finanziamento tutte le imprese con almeno due bilanci depositati (o dichiarazione dei redditi). Sono escluse le aziende con Scoring 11 e 12.
Tipologia di agevolazione
Il finanziamento è concesso a un tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE (0,464% al 14/07/2023).
L’importo massimo richiedibile è il minore tra:
-il 35% del fatturato medio degli ultimi due bilanci;
-gli importi stabiliti dalla seguente tabella:
- Micro Impresa: 500.000 euro
- PMI e PMI innovative: 2.500.000 euro
- Altre imprese: 3.500.000 euro.
Il finanziamento ha una durata complessiva di 6 anni, suddivisa in:
–preammortamento: 2 anni
–rimborso: 4 anni.
Le garanzie richieste variano in base alla classe di Scoring dell’impresa (senza obbligo di garanzia per le aziende con Scoring 1 e 2).
L’erogazione avviene in tre tranche: 25% anticipo, 25% acconto, saldo finale.
Contributo a fondo perduto
Il contributo a fondo perduto, fino al 10% e con un massimo di 100 mila euro, è concesso a:
–PMI e Micro Imprese con sede operativa nel Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), costituite da almeno sei mesi;
–MPMI (Micro, Piccole e Medie Imprese) con certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);
-PMI e Micro Imprese giovanili, costituite per almeno 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni o, per le società di capitali, con quote di proprietà per almeno il 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni);
-MPMI femminili, costituite per almeno il 60% da donne o, per le società di capitali, con il 60% delle quote detenute da donne;
–PMI e Micro Imprese con fatturato export almeno pari al 20% del totale, secondo le dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi;
–PMI innovative, registrate presso la sezione speciale della Camera di Commercio;
–Imprese non PMI con certificazioni ambientali/sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000), a condizione che dimostrino:
- adozione di una Sustainable Procurement Policy (SPP) con principi ESG;
- adesione di almeno 5 fornitori con contratti attivi da almeno 12 mesi a principi ESG contenuti nel SPP;
- implementazione della Policy e strumenti di monitoraggio della conformità ESG.
Interventi finanziabili
L’intervento agevolativo finanzia programmi di inserimento nei mercati esteri, attraverso:
1.apertura di una nuova struttura (negozio) in un Paese estero dove l’azienda non è già presente;
2.apertura di nuove strutture di diversa tipologia (corner, showroom, ufficio), escludendo i negozi, in un Paese estero senza presenze attuali;
3.potenziamento di strutture preesistenti (diversi dai negozi), tramite:
-sostituzione con una struttura più grande della stessa tipologia;
-aggiunta di una nuova struttura di diversa tipologia;
-ampliamento della struttura attuale;
-assunzione di personale aggiuntivo con mansioni non legate alla vendita.
Il programma deve riguardare prevalentemente beni e/o servizi italiani o a marchio registrato italiano.
Spese ammissibili
Per poter beneficiare del finanziamento, almeno il 50% delle risorse deve essere destinato a spese di investimento per la struttura. Queste includono:
–affitto o acquisto di locali destinati all’attività all’estero;
–interventi di ristrutturazione e investimenti iniziali necessari per avviare la nuova sede.
Inoltre, sono previste anche spese per il personale, ma solo se non si tratta di un negozio. In particolare, rientrano tra le spese ammissibili:
–retribuzioni per personale assunto all’estero, purchè impiegato in attività non direttamente legate alla vendita;
–viaggi del personale, con lo scopo di gestire e sviluppare il progetto di internazionalizzazione.
Fino al 50% dell’importo finanziato può invece essere impiegato per spese di supporto. Tra queste rientrano:
–formazione del personale, utile a migliorare le competenze necessarie per operare nel nuovo mercato (non valida per i negozi);
–consulenze specialistiche, fondamentali per la realizzazione del progetto, ma con un limite del 10% delle spese totali ammesse;
–attività promozionali, come campagne marketing e pubblicità, per introdurre un nuovo prodotto o rafforzare la presenza del marchio;
–consulenze per la gestione della richiesta di finanziamento, con un tetto massimo del 5% dell’importo approvato e comunque non superiore a 100 mila euro. Per essere riconosciute, queste spese devono essere documentate attraverso un contratto e una dichiarazione di indipendenza del consulente;
–consulenze professionali per la conformità ambientale, necessarie per garantire il rispetto delle normative vigenti in materia.
Tutte le spese devono essere fatturate e pagate secondo le modalità previste e devono riferirsi ad attività svolte nel periodo di realizzazione del progetto. Inoltre, i beni e servizi distribuiti devono essere prodotti in Italia o avere un marchio italiano registrato.

