Fondo Transizione Ecologica Imprese
Dal febbraio 2025 è operativo lo sportello per accedere alle agevolazioni del Fondo per la Transizione Ecologica delle imprese. Questo fondo, finanziato con 400 milioni di euro provenienti dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mira a supportare l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche europee contro i cambiamenti climatici. In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio cos’è e come funziona il fondo, con tutte le indicazioni utili sulle modalità di presentazione della domanda.
COS’E’ IL FONDO TRANSIZIONE ECOLOGICA PER LE IMPRESE
Il Fondo per la Transizione Ecologica delle Imprese è un’iniziativa promossa dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per aiutare, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto, le aziende italiane ad affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e all’adeguamento alle politiche europee in tema di sostenibilità e decarbonizzazione. L’obiettivo principale del fondo è sostenere il sistema produttivo italiano nella transizione verso un modello industriale più sostenibile, efficiente e competitivo. Questo significa aiutale le imprese a:
- ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività;
- adottare tecnologie a basse o zero emissioni nette;
- migliorare l’efficienza energetica e l’utilizzo delle risorse, promuovendo il riuso e il recupero di materiali.
COME FUNZIONA
L’accesso al Fondo funziona a domanda. Le risorse, cioè, saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto alle imprese che ne faranno richiesta. Le domande sono aperte a imprese di qualsiasi dimensione operanti su tutto il territorio nazionale purchè le richiedano per progetti e interventi volti a perseguire almeno una delle seguenti finalità:
- migliorare l’efficienza energetica nelle attività aziendali, rispettando i limiti definiti dal Titolo II del decreto direttoriale del 23.12.2024;
- ridurre il consumo di risorse attraverso il riuso, riciclo o recupero di materie prime, oppure tramite l’utilizzo di materiali riciclati, in conformità con il Titolo III del già citato decreto direttoriale del 23.12.2024.
Dei 400 milioni di euro stanziati per il fondo attraverso le risorse del PNRR:
- il 40% è riservato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise Puglia, Sardegna e Sicilia), per sostenere lo sviluppo industriale in queste aree;
- il 50% alle imprese energivore, ossia quelle caratterizzate da elevati consumi energetici.
In ogni caso le imprese possono presentare una singola domanda per unità produttiva.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
Le richieste devono essere inviate esclusivamente online tramite la piattaforma di Invitalia, che gestirà l’intera procedura, dalle ore 12:00 del 5 febbraio 2025 e fino alle ore 12:00 del giorno 8 aprile 2025. Le domande saranno avviate alla fase di valutazione istruttoria secondo l’ordine conseguito in graduatoria, basato sui punteggi attribuiti in fase preliminare secondo i criteri individuati dal decreto direttoriale del 23 dicembre 2024. Solo quelle valutate positivamente saranno ammesse alle agevolazioni fino a concorrenza delle risorse disponibili. Invitalia ha pubblicato i moduli per la compilazione delle domande e le istruzioni per l’invio, incluse le indicazioni sui documenti da allegare (vedi sito Invitalia, sezione “TRANSIZIONE INDUSTRIALE”).
A CHI SI RIVOLGE
Le agevolazioni del Fondo per la Transizione Ecologica sono concesse a imprese, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, che, alla data di presentazione della domanda devono:
- essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese;
- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
- non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali e non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
- non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
- essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di obblighi contributivi;
- non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 21 ottobre 2022.
Nuova Sabatini, prosegue nel 2025 l'agevolazione sui Beni Strumentali
La Nuova Sabatini rappresenta un’importante agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’accesso al credito delle imprese italiane. Il suo obiettivo è incrementare la competitività del sistema produttivo attraverso il supporto agli investimenti in beni strumentali.
L’agevolazione si rivolge a tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ma esclude il comparto finanziario e assicurativo. E’ volta a sostenere investimenti in macchinari, attrezzature, impianti e tecnologie, promuovendo l’acquisto di beni nuovi, hardware, software e strumenti digitali utili per la produzione.
La misura consiste in un contributo in conto impianti, il cui importo è pari agli interessi calcolati in modo convenzionale su un finanziamento della durata massima di 5 anni, per un ammontare pari all’investimento, e al seguente tasso:
- 2,75% per investimenti ordinari;
- 3,575% per investimenti in tecnologie avanzate (industria 4.0);
- 3,575% per investimenti green (per domande presentate dal 1° gennaio 2023.
Nel caso della misura “Nuova Sabatini Capitalizzazione”, dove è richiesto l’impegno dell’azienda in un processo di aumento di capitale, il contributo può arrivare fino al 5% per micro e piccole imprese e al 3,575% per le medie imprese.
QUALI IMPRESE POSSONO ACCEDERE ALLA NUOVA SABATINI?
L’agevolazione è dedicata a tutte le micro, piccole e medie imprese italiane che soddisfano determinati requisiti: in primis, le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e in piena attività. Devono operare in modo conforme alla normativa europea sugli aiuti di Stato, non essere in difficoltà finanziaria o coinvolte in procedure concorsuali con finalità liquidatoria. E’ inoltre essenziale che nè i soci nè gli amministratori abbiano ricevuto condanne per reati specifici. La componente territoriale è cruciale: le PMI devono avere una sede legale o un’unità locale in Italia e, per le imprese straniere, l’esistenza di un’unità locale nel Paese deve essere comprovata al momento della richiesta del contributo.
COSA E’ POSSIBILE FINANZIARE CON L’AGEVOLAZIONE SUI BENI STRUMENTALI?
Gli investimenti ammissibili riguardano beni nuovi classificati come immobilizzazioni materiali, tra cui:
- Impianti e macchinari;
- Attrezzature industriali e commerciali;
- Altri beni legati al processo produttivo, incluso software e tecnologie digitali.
Non sono ammessi beni usati, terreni, fabbricati o immobilizzazioni in corso. I beni devono essere autonomamente funzionali e strettamente correlati all’attività produttiva dell’impresa. Per accedere all’agevolazione, gli investimenti devono essere interamente coperti da un finanziamento bancario o leasing, che può esser assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all’80% del suo importo. Il finanziamento deve avere le seguenti caratteristiche:
- una durata massima di 5 anni;
- un valore compreso tra 20.000 e 4.000.000 di euro.
- utilizzato esclusivamente per coprire le spese ammissibili.
TRA GREEN E TECH: INVESTIMENTI SPECIALI IN INNOVAZIONE E SOSENIBILITA’
La Nuova Sabatini presta particolare attenzione agli investimenti in tecnologie avanzate e sostenibilità ambientale. In particolare, i beni rientranti nella categoria “industria 4.0” comprendono macchinari innovativi, magazzini automatizzati e software per la progettazione digitale, mentre gli investimenti green mirano a migliorare l’ecosostenibilità dei processi produttivi e dei prodotti, promuovendo l’acquisto di beni a basso impatto ambientale o che contribuiscono all’efficientamento energetico. Questi ultimi devono essere accompagnati da una certificazione ambientale idonea, come previsto dal decreto interministeriale del 22 aprile 2022. La misura conferma così il suo impegno a favorire lo sviluppo tecnologico e la transizione ecologica delle PMI:
Fonti rinnovabili, dal Pnrr 30 milioni pr le Pmi
Le piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale potranno presto accedere a 320 milioni provenienti dal Pnrr per investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato un decreto ministeriale, in corso di registrazione, nell’ambito della missione 7 REPower-rEU, investimenti 16. Lo scopo è supportare la realizzazione di programmi di investimento finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica con l’installazione di impianti solari fotovoltaici o minieolici per autoconsumo immediato, o differito, con l’installazione di correlati sistemi di stoccaggio dell’energia. I 320 milioni toccheranno per il 40% al Mezzogiorno e per il 40% alle Pmi. Invitalia gestirà l’intervento.
Beneficiari
Il contributo è destinato alle Pmi, con sede legale o unità produttiva localizzata su tutto il territorio nazionale, dotate almeno di un bilancio approvato e depositato o che abbiano presentato, in caso di imprese individuali/società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi. Sono ammessi tutti i settori produttivi, tranne quello carbonifero, della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura. Per garantire il rispetto del principio Dnsh, sono escluse anche le imprese che operano in uno di questi settori: produzione di energia basata su combustibili fossili e attività correlate, industrie ad alta intensità energetica e/o ad alte emissioni di CO2, produzione, noleggio o vendita di veicoli inquinanti, raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti, trattamento i combustibile nucleare e produzione di energia nucleare.
Fotovoltaico e mini-eolico
I contributi sosterranno la realizzazione di programmi di investimento (economicamente sostenibili) in beni materiali nuovi – strumentali all’esercizio d’impresa – e in tecnologie. Saranno finalizzati all’autoproduzione di energia da rinnovabili, tramite l’installazione di impianti solari fotovoltaici o mini eolici, per autoconsumo immediato, con possibilità di integrazione/combinazione con sistemi di stoccaggio dietro il contatore (behind-the-meter) dell’energia per autoconsumo differito. Per accedere agli aiuti, i programmi devono, tra le altre cose, tra le altre cose, essere supportati da una diagnosi energetica, a cura di soggetti qualificati, conforme alle alle previsioni del Dlgs 102/2014 ed essere realizzati solo su edifici esistenti destinati all’esercizio dell’attività o su coperture di strutture pertinenziali destinate, in modo durevole, dal titolare del relativo diritto reale al servizio degli stessi edifici. Dovranno prevedere un termine di ultimazione non successivo a 18 mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione dei sostegni e costi totali dei programmi tra 30 mila euro e un milione.
Contributi
Il contributo in conto impianti è concesso al 30 per cento per le medie imprese e al 40% per le piccole, calcolati sui costi ammissibili dell’investimento per l produzione di energia da fonti rinnovabili in relazione ad acquisto e messa in esercizio dell’impianto solare fotovoltaico o minieolico, oltre ad apparecchiature e tecnologie funzionali. E’ previsto anche un contributo al 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio energetico e al 50% per la diagnosi energetica.
Selezione
La selezione delle istanze avverrà tramite proceduta valutativa con graduatoria, fino ad esaurimento risorse. La graduatoria è formata in ordine decrescente in base a un punteggio attribuito ad ogni impresa, dato dalla somma dei punti conseguiti in base a specifici criteri. I criteri riguardano capacità addizionale di produzione di energia da Fer, incidenza delle tecnologie solari fotovoltaiche iscritte nel Registro Enea, sostenibilità economica dell’investimento e numero di certificazioni ambientali del proponente. Punteggi, condizioni ed eventuali soglie minime di ammissibilità per indicatore sono definiti col provvedimento attuativo. Con lo stesso saranno anche riportati termini e modalità di presentazione delle domande.
Fondo nuove competenze per il 50% a datori singoli - pubblicato il Dm
Pubblicato il Dm del Fondo Nuove competenze (Fnc), in questa terza edizione denominato “Competenze per l’innovazione”, finalizzato all’accompagnamento dei processi di transizione digitale ed ecologica dei datori di lavoro, anche favorendo nuova occupazione. Come nella seconda edizione, beneficiari dell’intervento sono i datori di lavoro privati, incluse le società a partecipazione pubblica, che abbiano sottoscritto accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di la oro finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle competenze dei lavoratori con le rappresentanze sindacali.
Il contenuto minimo degli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro è fissato dallo stesso decreto ministeriale, mentre ulteriori elementi degli accordi sindacali saranno indicati dal Ministero del Lavoro; all’accordo sindacale deve essere allegato il piano formativo.
La dotazione iniziale di 730 milioni è ripartita tra tre tipologie di intervento:
- 25% ai “sistemi informativi” di gruppi di imprese di grandi datori di lavoro di riferimento, con capofila un big player (direttiva UE 2023/2775);
- altro 25% alle “filiere formative” organizzate e non organizzate di imprese di piccole e medie dimensioni che operano preferibilmente nell’ambito di distretti territoriali, specializzazioni produttive, reti o filiere con vocazione produttiva ed economica;
- il restante 50% a singoli datori di lavoro.
Come nella seconda edizione, il fondo finanzia il 60% della retribuzione ed il 100% dei contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione. Nei percorsi formativi presentati da sistemi informativi e filiere formative la quota retributiva finanziabile è dell’80%. Il finanziamento arriva al 100% della quota retributiva nel caso di disoccupati da oltre 12 mesi, assunti con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca successivamente alla data di pubblicazione del decreto ministeriale e prima dell’avvio della formazione.
Revolving Credit Facility (RCF): cos'è, come funziona e vantaggi per le imprese
Cos’è una revolving credit facility (RCF)? il termine, spesso abbreviato con l’acronimo RCF, rappresenta una linea di credito “rotativa”, ossia una soluzione finanziaria che consente alle imprese di accedere a fondi a breve termine in modo flessibile e ripetibile. In altre parole, il significato di revolving credit facility afferisce a un sistema di finanziamento in cui un’azienda può ottenere credito, rimborsarlo e utilizzarlo di nuovo più volte, entro un limite e un periodo concordati con l’Istituto finanziario concedente.
Revolving Credit Facility: come funziona?
L’approccio RCF è piuttosto immediato.
Nella prima fase, quella dell’accordo iniziale, l’impresa stipula un accordo con una banca o altro istituto equivalente per stabilire un limite di credito massimo, ad esempio di 1 milione di euro, e un periodo di utilizzo, che può essere un range variabile di alcuni anni.
Il secondo step è l’accesso ai fondi: una volta stabilito il limite di credito, l’azienda può attingere fondi fino al massimo consentito, restituirli e accedere nuovamente alla linea di credito. Questa dinamica di rotazione, o revolving appunto, rende la RCF uno strumento molto versatile e adattabile ad esigenze variabili di liquidità.
La revolving credit facility richiede il pagamento di interessi solo sull’importo effettivamente utilizzato ed è, spesso, prevista una commissione sul totale dell’importo disponibile (detta commitment fee), che copre i costi per la banca di mantenere la linea di credito a disposizione dell’azienda.
Quali vantaggi offre alle imprese?
La revolving credit facility offre alle imprese vantaggi finanziari significativi, che la rendono uno strumento particolarmente apprezzato per la gestione della liquidità. In primis, fornisce una grande flessibilità finanziaria: le imprese possono infatti prelevare fondi solo quando necessario, senza l’obbligo di seguire un rigido piano di rimborso, come accade invece nei prestiti tradizionali. Ciò permette all’azienda di utilizzare la linea di credito in modo dinamico, adattandosi rapidamente ai cambiamenti mutevoli di alcuni ambiti e industry.
Inoltre, la RCF è una risorsa ideale per la gestione dei picchi di liquidità. In situazioni in cui le imprese sperimentano variazioni stagionali o imprevisti di cassa, questo strumento consente un accesso immediato ai fondi, assicurando la stabilità finanziaria. Questo significa che un’impresa può affrontare periodi di aumento della domanda o ritardi nei pagamenti dei clienti senza rischiare una crisi di liquidità.
Un ulteriore vantaggio della RCF è il risparmio sui costi: a differenza di un prestito fisso, in cui gli interessi si applicano all’intero importo concesso, con la revolving credit facility si pagano interessi completi solo sulla somma effettivamente utilizzata. Sulla parte di linea non utilizzata si paga solo una commitment fee che è tipicamente molto inferiore rispetto al tasso di interesse sulla linea. Se l’azienda non ha bisogno di ricorrere alla linea di credito completa, questo sistema si rivela economicamente vantaggioso, poichè limita il costo del finanziamento al minimo indispensabile.
Esempio di applicazione della RCF
Facciamo un esempio in un comparto, quello del retail, che si trova spesso ad affrontare picchi di produzione o fenomeni stagionali, che impattano anche sulle necessità di cassa.
Un’impresa del settore del commercio al dettaglio, come un’azienda di moda, può avere picchi di vendite stagionali, ad esempio durante il Natale o i saldi estivi, così come un polo di produzione agroalimentare può avere dei momenti di forte esposizione durante l’anno, in concomitanza con il momento del raccolto. Con una RCF, l’azienda può finanziare l’aumento delle scorte per soddisfare la domanda senza intaccare le riserve di cassa. Una volta terminate le vendite stagionali, la linea di credito può essere rimborsata grazie ai ricavi, e l’impresa mantiene così una buona capacità di adattarsi alle variazioni della domanda.
Dunque, possiamo affermare che l’importanza e l’utilità della revolving credit facility siano strettamente legate alla flessibilità e al supporto che questo strumento offre alle imprese per fronteggiare esigenze di liquidità a breve termine. La RCF rappresenta una soluzione strategica per le aziende che necessitano di accesso rapido a fondi, rendendosi particolarmente utile per chi ha flussi di cassa variabili, come nel retail, nel manifatturiero e nei servizi.
#Pmi-Finanza Alternativa
(By Azimut Direct)
Partnership EBURY ITALIA
Ci è particolarmente gradito segnalare che è operativa la collaborazione con EBURY ITALIA, istituzione finanziaria leader che offre soluzioni innovative per la gestione dei pagamenti e gli incassi internazionali, nonchè per la gestione del rischio di cambio. L’azienda si focalizza sul supportare le PMI nelle loro operazioni commerciali transfrontaliere, fornendo servizi accessibili e su misura. Ebury, grazie alle sue soluzioni, permette alle aziende di gestire al meglio il rischio di cambio, i pagamenti e gli incassi internazionali. Tramite la sua piattaforma, Ebury offre inoltre conti in valuta estera, pagamenti rapidi e sicuri e un servizio di consulenza specializzato, il tutto pensato per aiutare le imprese a crescere senza timori legati alla volatilità del mercato delle valute.
Sabatini capitalizzazione, domande al via per le Pmi. Panoramica sui bandi in partenza
Da ottobre 2024 si aprono diverse opportunità per le imprese grazie a bandi e incentivi che puntano a sostenere transizione ecologica, innovazione tecnologica e proprietà intellettuale, promuovendo aumenti di capitale e stimolando i giovani a fare impresa.
Nuova Sabatini capitalizzazione
Dal 1° ottobre è operativa la nuova Sabatini capitalizzazione che prevede una maggiorazione del contributo concesso sulla Sabatini per le imprese che devono nel contempo investire in macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature, hardware, software e tecnologie.
La prima fase consiste nella delibera dell’aumento di capitale da approvare secondo il decreto del ministero delle imprese e del made in Italy del 19 gennaio 2024. Successivamente, la Pmi deve compilare la domanda telematica sulla piattaforma ad hoc.
Completata l’istanza, occorre presentarla al soggetto finanziatore, assieme alla richiesta di finanziamento per sostenere il programma di investimento.
Se il soggetto finanziatore decide di concedere il finanziamento, approva la delibera e la trasmette al ministero, allegando la documentazione fornita dalla Pmi. A sua volta, il ministero procede con l’emissione del provvedimento di concessione dell’aiuto che include i dettagli sugli investimenti ammissibili, l’ammontare delle agevolazioni e il piano di erogazione, oltre agli obblighi per l’impresa. Entro 30 giorni dal provvedimento, la Pmi deve sottoscrivere l’aumento di capitale, assicurandosi che almeno il 25% dell’importo sia coperto per garantire la realizzazione dell’investimento e l’accesso ai benefici.
Brevetti+
Parte il 29 ottobre Brevetti+, il bando per le imprese che vogliono proteggere le innovazioni tramite brevetti. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto per l’acquisto di servizi specialistici utili a valorizzare un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato. Le domande possono essere presentate tramite piattaforma web di Invitalia e verranno valutate in base all’ordine di arrivo, fino a esaurimento fondi.
Moda
Settembre ha visto la nascita di un bando dedicato alle imprese del settore moda e tessile con l’obiettivo di incentivare l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili.
Il settore moda, strategico per l’economia, potrà contare su risorse per favorire la riduzione dell’impatto ambientale e la digitalizzazione dei processi produttivi, contribuendo alla doppia transizione ecologica e digitale. Nel periodo hanno visto la luce anche altri sostegni: da quelli per marchi e disegni a iniziative per giovani e donne.
Marchi+ e Disegni+
Questi bandi offrono incentivi alle Pmi che desiderano proteggere i propri marchi e sviluppare i propri disegni industriali. Le aziende potranno beneficiare di contributi fino all’80% delle spese per registrare i marchi a livello nazionale e internazionale, nonchè per valorizzare i disegni industriali. Sono strumenti preziosi per tutelare la proprietà intellettuale e rafforzare la presenza sul mercato globale.
Resto al Sud 2.0
“Resto al Sud 2.0” si rivolge a giovani e donne imprenditrici under 35. Il bando offre contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato fino al 75% della spesa per avviare nuove imprese. Questa nuova versione è stata estesa anche a professionisti e cooperative sociali, con l’obiettivo di sostenere sviluppo imprenditoriale e crescita occupazionale nelle aree meno sviluppate del Paese.
Autoimpiego Centro-Nord Italia
Il bando è pensato per chi vuole avviare una nuova attività nel Centro e Nord Italia e si rivolge soprattutto a disoccupati e lavoratori in cassa integrazione. L’incentivo offre sia contributi a fondo perduto sia finanziamenti agevolati fino al 65% della spesa per la creazione di microimprese e progetti di lavoro autonomo, stimolando così lo sviluppo economico e la ripresa occupazionale in queste aree.
Fondo per l'ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita
La legge di Bilancio 2023 ha previsto un Fondo per l’ammodernamento, la sicurezza e la dismissione degli impianti di risalita e di innevamento artificiale, promosso dal Ministero del Turismo, al fine di realizzare interventi di:
- ristrutturazione;
- ammodernamento;
- manutenzione.
Agevolazione
Il contributo a fondo perduto può arrivare ad un massimo di 10 milioni di euro su più anni, comprensivo di Iva (qualora non recuperabile dal beneficiario).
La dotazione finanziaria complessiva ammonta ad euro 50 Mln per il 2024.
Per quanto riguarda la realizzazione di progettualità innovative in ambito “snow-farming”, una tecnica per conservare la neve artificiale che permette di aprire in anticipo gli impianti, la misura massima è di euro 500 mila.
Regime di aiuti e cumulabilità
Le agevolazioni previste sono stabilite e concesse alle imprese beneficiarie in Regime GBER.
Soggetti beneficiari
La misura è riservata alle imprese, e alle loro aggregazioni dotate di personalità giuridica già costituite nella forma di consorzi, reti d’impresa costituite in forma di “rete soggetto” e società consortili, impegnate, anche in via non prevalente, in attività riferite ai seguenti codici ATECO:
- 49.39.01: gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano;
- 93.11.30: gestione di impianti sportivi polivalenti (purchè riferiti a imprese esercenti attività e gestione impianti di risalita);
- 93.11.90: gestione di altri impianti sportivi n.c.a (purchè riferiti a imprese esercenti attività e gestione impianti di risalita) e imprese di innevamento artificiale),
Progetti e spese ammissibili
Gli interventi della misura intendono promuovere l’attrattività turistica nei luoghi montani del nostro territorio e nei comprensori sciistici.
I finanziamenti che rientrano nel Fondo sono quindi i seguenti:
- ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione di sistemi per l’innevamento delle piste, come ad esempio vasche o bacini di approvvigionamento idrico e altre soluzioni innovative;
- sostituzione, ammodernamento e manutenzione di sistemi per l’innevamento delle piste, come ad esempio vasche o bacini di approvvigionamento idrico e altre soluzioni innovative;
- realizzazione di progettualità innovative in ambito “snow-farming”.
- ottenimento delle autorizzazioni paesaggistiche per la realizzazione degli interventi finanziabili.
“Snow-farming”
La pratica dello “snow-farming” permette lo stoccaggio e la conservazione della neve durante il periodo della stagione estiva. Verso la fine dell’inverno, o nei mesi primaverili, vengono messi da parte grossi cumuli di neve naturale e/o artificiale, che verranno poi ricoperti da materiale isolante (come segatura, cippato di legno, corteccia spezzettata e paglia o materiali sintetici come geo-tessuti o schiume polimeriche).
Tra gli interventi ammessi, connessi allo “snow-farming” ci sono anche le attività di trasporto e posa della neve sulle piste e gli impianti sciistici. Questa pratica permette agli impianti di preparare la base per le piste e aprire così con largo anticipo per le vacanze invernali.
Presentazione della domanda
Le domande potranno essere tramesse dalle ore 12:00 del 24 giugno alle ore 12:00 del 27 settembre 2024, sull’apposita piattaforma informatica.
IMPRESA MADE IN ROMA AL FEMMINILE - BANDO 2024
Roma Capitale ha emanato l’edizione 2024 del bando Made in Roma al femminile, dedicato ai progetti imprenditoriali realizzati all’interno di contesti urbani vulnerabili di Roma, che promuove anche la cultura delle imprese al femminile. Come nella precedente edizione, è prevista, infatti, l’attribuzione di un punteggio specifico alle imprese costituite in prevalenza da donne.
Beneficiari: Made in Roma
Sono ammesse a presentare domanda di agevolazione le micro e piccole imprese, nuove o già esistenti, per la fornitura di servizi e la produzione di beni.
L’impresa a prevalente partecipazione femminile, in funzione della tipologia imprenditoriale, deve presentare le seguenti caratteristiche:
- la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale;
- la società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore a due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
- l’impresa individuale la cui titolare è una donna.
Saranno ammesse a partecipare le imprese che assumeranno la forma di ditta individuale, società di persone, società di capitale, società cooperativa, con esclusione delle attività di lavoro autonomo. Lo status di impresa deve risultare dall’iscrizione al Registro delle imprese.
Sono ammessi i progetti orientati alla ricerca, sviluppo tecnologico, innovazione, prevenzione e gestione del rischio ambientale, artigianato digitale, manifattura sostenibile o servizi per la crescita dell’occupazione, integrazione sociale e cultura.
Saranno inoltre valutati positivamente i progetti destinati a promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e a massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale.
Zone urbanistiche ammissibili il bando si rivolge alle imprese presenti in una delle 64 zone urbanistiche di Roma con criticità socioeconomiche:
Testaccio, Esquilino, Val Melaina, Fidene, Serpentara, Tufello, Aeroporto dell’Urbe, Settebagni, Bufalotta, Casal Bruciato, Tiburtino Nord, S. Basilio, Tor Cervara, Casal de’ Pazzi, Settecamini, Torpignattara, Casilino, Quadraro, Gordiani, Centocelle, Alessandrino, Tor Sapienza, La Rustica, Casetta Mistica, Centro Direzionale, Torrespaccata, Torre Maura, Giardinetti-Tor Vergata, Acqua Vergine, Lunghezza, Torre Angela, Borghesiana, S. Vittorino.
Spese ammissibili:
1) Studi di fattibilità, progettazione esecutiva, direzione lavori, servizi di consulenza e assistenza finalizzati alla redazione del business plan, complessivamente nel limite del 10% del totale del programma di investimenti;
2)Acquisto brevetti, registrazione del marchio aziendale, realizzazione sito WEB, realizzazione di sistemi qualità e/o ambientali, certificazioni qualità e/o ambientali, ricerca e sviluppo, licenze, know-how o altre forme di proprietà intellettuale;
3)Spese di ristrutturazione, ammodernamento e per l’abbattimento delle barriere architettoniche presso la sede operativa, di proprietà o in locazione;
4)Acquisto di impianti specifici, macchinari e attrezzature, funzionali alle finalità e alle caratteristiche del progetto;
5)Acquisto sistemi informativi integrati per l’automazione, inclusa l’acquisizione di sistemi finalizzati all’adozione di tecnologie ICT e IA; acquisizione di servizi erogati in modalità cloud computing e saas (Software as a service); impianti automatizzati o robotizzati;
6)Investimenti atti a consentire che l’impresa operi nel rispetto di tutte le norme di sicurezza dei luoghi di lavoro, dell’ambiente e del consumatore;
7)Spese per la formazione del personale nelle discipline cosiddette “STEM”:
Contributo
- Dotazione finanziaria: 500.000 euro.
- Il contributo erogato sarà a fondo perduto.
- Il finanziamento coprirà una quota compresa tra il 50% e il 70% del totale degli investimenti, con un tetto massimo di 80.000 euro per progetto.
Criteri di valutazione dei progetti
I progetti saranno valutati da una Commissione di Valutazione appositamente costituita.
Prima della valutazione, si esamineranno i requisiti di ammissione dei proponenti. Saranno considerati idonei i progetti che otterranno almeno 60 punti su 100, con un piano di investimenti ritenuto congruo, i punteggi si baseranno su due indicatori: a) potenzialità del progetto e b)aspetti occupazionali.
La graduatoria finale sarà determinata dai punteggi ottenuti nelle fasi di ammissione e valutazione.
Scadenza e Modalità di Invio della Domanda
- Scadenza: 11 dicembre 2024.
- Le domande devono essere inviate tramite PEC all’indirizzo: protocollo.famigliaeducazionescuola@pec.comune.roma.it (mailto:protocollo.famigliaducazionescuola@pec.comun.roma.it).
- Per presentare domanda di agevolazione, è obbligatorio utilizzare la modulistica allegata al bando. La domanda deve essere completa in tutte le sue parti, accompagnata da una copia del documento di identità del rappresentante legale o del proponente e dai documenti richiesti nel modello. L’oggetto della PEC deve riportare la dicitura specifica del bando.
Se sei socio di Confcommercio Roma, ti viene offerta gratuitamente la fase di pre-ammissibilità, per verificare se il tuo progetto può accedere al bando.
Made in Italy, tutela dei marchi di particolare interesse e valenza nazionale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro.
Il MIMIT potrà acquisire la titolarità dei marchi del Made in Italy delle imprese che cessano la propria attività e autorizzarne la concessione agli operatori nazionali ed esteri che investono in Italia.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al fine di garantire la tutela dei marchi di particolare interesse nazionale e prevenire la loro estinzione, in attuazione della Legge “Made in Italy” (2026/2023), ha adottato il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con il quale sono stati stabiliti i criteri e le modalità di attuazione della procedura di subentro, da parte del Ministero, nella titolarità dei marchi di imprese che cessano definitivamente la propria attività.
La disposizione ha come finalità quella di non disperdere il patrimonio, rappresentato dai marchi del Made in Italy, registrati o per i quali sia dimostrabile l’uso continuativo da almeno 50 anni, che godono di una rilevante notorietà e sono utilizzati per la commercializzazione di prodotti e servizi realizzati da un’impresa produttiva nazionale di eccellenza collegata al territorio nazionale.
Il decreto, in particolare, prevede due linee di intervento: la prima, che riguardai marchi collegati a imprese che intendono cessare l’attività, la seconda, rivolta ai marchi per i quali si presume il non utilizzo da almeno cinque anni.
In relazione alla prima linea di intervento sarà emanato, entro 60 giorni, un successivo decreto ministeriale, con il quale sarà definita la modulistica, la data di avvio della procedura e le eventuali ulteriori indicazioni di carattere operativo che le imprese dovranno seguire.
Nel caso in cui la Direzione Generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy manifesti l’interesse a subentrare nella titolarità, l’impresa concederà gratuitamente il marchio con apposito atto.
Per la seconda linea di intervento, il MIMIT, in caso di accertamento della decadenza del marchio per mancato utilizzo da almeno cinque anni, potrà depositare domanda di registrazione del marchio a proprio nome e autorizzarne la titolarità alle imprese nazionali ed estere che intendono investire in Italia o trasferire in Italia attività produttive ubicate all’estero, mediante contratto di licenza gratuita per un periodo non inferiore a 10 anni.

